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Suor Delia continua il racconto dell’ultimo lungo viaggio missionario delle tre saveriane martiri, e con loro, delle tante persone in corteo, fino alle tombe, mentre la missione continua, oltre la morte.

La grande folla in cattedrale

Poco dopo, ci siamo diretti verso la cattedrale dove una grande folla e tantissimi sacerdoti sul sagrato aspettavano (il vescovo mons. François-Xavier Maroy era a Roma per la visita a papa Francesco). La cattedrale era gremita all’inverosimile.

Una celebrazione Eucaristica ricca di fede, di parole di conforto, di perdono verso chi ha osato tanta violenza. La pagina evangelica dei discepoli di Emmaus ha dato senso al nostro essere riuniti attorno a Lucia, Olga e Bernardetta.

Il saveriano p. Mario Pulcini, ha portato i saluti di tutta la comunità saveriana del Burundi e in particolare della parrocchia di Kamenge, di cui è parroco, e di tutto il popolo burundese. Mercedes Murgia, superiora delle saveriane in Congo RD e Burundi, ha salutato e ringraziato tutti per la partecipazione e condivisione del nostro dolore e ha letto il messaggio della nostra direttrice generale.

La nostra sorella Marie Dukuze ha tracciato il profilo delle sorelle facendole sentire vive in mezzo a noi. Sono stati letti il messaggio di papa Francesco e la lettera di p. Luigi Menegazzo, superiore generale dei missionari saveriani; quindi abbiamo ascoltato i discorsi delle autorità.

Verso il cimitero di Panzi

Dopo la Messa, il lunghissimo corteo si è diretto verso il quartiere periferico di Panzi. Le salme delle sorelle erano su tre camionette, con davanti le croci bianche che portavano scritti i loro nomi. La città era come paralizzata nel vederci passare: silenzio, preghiere, lacrime, saluti, incredulità.

Alla missione di Panzi i nostri fratelli saveriani ci aspettavano all’ingresso del cimitero. Sono state benedette le salme e le tombe, mentre si innalzavano canti, preghiere, salmi. Abbiamo anche cantato il canto che Olga voleva cantassimo insieme a lei nelle occasioni importanti:

“Ho udito il Signor che diceva: Chi manderò? Ho detto al Signore con gioia: Se vuoi, manda me! Va’, parla al mio popolo, va’ pasci il mio gregge, va’ dona la vita…”.

E insieme ai nostri fratelli saveriani abbiamo intonato il canto a noi caro sin dagli inizi delle nostre congregazioni missionarie: “Mira i tuoi figli, o Vergine Maria…

Così sono state tumulate le nostre sorelle, le prime il cui sangue è stato versato, proprio nel cinquantesimo anniversario del martirio dei nostri giovani fratelli saveriani a Baraka e Fizi - fr. Vittorio Faccin, p. Luigi Carrara, e p. Giovanni Didonè - e all’indomani del riconoscimento delle virtù eroiche dalla nostra madre Celestina Bottego.

Tutta la nostra famiglia missionaria era presente: abbiamo sentito tutte le sorelle con noi, le nostre comunità sparse nel mondo, le parrocchie di origine delle sorelle, le parrocchie dove lavoriamo. Abbiamo ricevuto messaggi di vicinanza da tanta gente di tutti i continenti, che non conosciamo nemmeno, ma che ci sono giunti tanto graditi.

La nostra missione continua

Lucia, Olga, Bernardetta: tre missionarie già avanti negli anni che hanno donato la loro vita, cosicché l’ultimo gesto dell’assassino non ha potuto rapire loro nulla: il dono era già stato fatto. Anzi, ha portato a compimento il percorso di tutta la loro vita.

In questi giorni, tregiovani - le congolesi Agnès e Nzigire, e l’italiana Simonetta - cominciano il loro cammino di formazione a Bukavu per prepararsi alla consacrazione a Dio per la missione. Tre sorelle concludono il loro percorso terreno dando la loro vita, tre giovani cominciano la sequela di Gesù per la medesima strada.

Mistero di fede sulle vie del Signore e a servizio della missione.

Grazie, Lucia, Olga, Bernardetta!

Abbiamo pregato per gli uccisori delle nostre sorelle, affinché possano avere la grazia di pentirsi, di convertirsi, di lasciare il male e scegliere il bene.

Crediamo, come l’ha manifestato il papa e come l’abbiamo sentito espresso in vari modi in questi giorni, che questo sangue sparso possa portare frutti di fraternità e di pace nella regione dei Grandi Laghi e in tutto il mondo.

Lucia, Olga e Bernardetta, grazie per la vostra vita donata, grazie per le vostre famiglie che vi hanno educate alla fede e vi hanno accompagnate nella vocazione missionaria, grazie alle vostre parrocchie che vi hanno sostenute, accolte, seguite con affetto.

Grazie ai popoli burundesi e congolesi che da più di cinquant’anni ci hanno accolte come loro compagne di cammino e insieme ai quali camminiamo verso il sogno di Dio: la famiglia universale dei suoi figli.

Crediamo che la vostra vita donata fino allo spargimento del sangue, insieme a quella dei tanti martiri della regione dei Grandi Laghi e del mondo intero, sarà seme di nuovi cristiani ed esempio per tutti noi di come si ama fino alla fine.

Intercedete perché possiamo continuare a dire un “” sempre più generoso a Dio e alla missione, e perché tutti i popoli uniti possano cantare insieme l’Alleluia al Signore per i secoli eterni.



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