La speranza non manca mai
L’emergenza pandemica dovuta alla diffusione mondiale dell’infezione da nuovo coronavirus ha portato il Governo italiano ad adottare più volte misure di contenimento che prevedono anche la riduzione degli spostamenti non necessari delle persone dalla propria abitazione e la facilitazione del ricorso allo smart working (lavoro da casa).
In questo periodo, quando è fortemente consigliato restare a casa, ho notato alcuni cambiamenti nella mia routine e mi accorgo dell’importanza di alcune cose che non pensavo fossero così essenziali. Le mie abitudini sono cambiate... Come trascorro la maggior parte del mio tempo? Ho riscoperto gli incontri online, formativi, di animazione, preghiera, catechesi e quant'altro. Non sono stata mai sola e non mi sono mai sentita sola. La tecnologia ci è venuta in soccorso. La riscoperta di incontrarci tramite webinar è stata determinante e, a modo suo, bellissima. Abbiamo camminato e stiamo camminando insieme: tavole rotonde, percorsi che ci hanno fatto sognare in grande e ci insegnano a non smettere di farlo. Sono esperienze profonde, anche se manca il contatto fisico.
Questo virus ci ha rallentato, ha fatto capire a tutti noi che l’uomo non è poi così forte come si credeva, come pensava di essere. La malattia ha minato la nostra maestosità, facendoci riflettere. Quando finirà tutto potremo dire con certezza una sola cosa: “Non siamo pronti a niente, non siamo mai stati pronti a niente e mai lo saremo”. Ma, per fortuna, non manca mai la speranza perché siamo in un paese all’avanguardia, con una sanità tra le migliori e siamo nel 2021, nell’era digitale. Per questo, dobbiamo avere fiducia nella tecnologia, negli scienziati, nei biologi, nei medici e tutti insieme, con l'aiuto della fede e della preghiera, supereremo anche questo terribile momento storico.







