La Pasqua missionaria in Congo / 2
Le 32 comunità ecclesiali viventi (CEVB - da qualche tempo si è cominciato ad aggiungere la qualifica “di base”) sono organizzate anche in otto comunità di settore. Ogni ministero ha il suo comitato nelle CEVB, a cui fa seguito un comitato nel settore, e infine la commissione parrocchiale.
Per esempio, le 53 corali - delle CEVB, dei settori e della parrocchia - sono guidate dalla commissione parrocchiale di musica sacra. La stessa cosa avviene per i 270 catechisti: ogni CEVB ha i suoi catechisti, formati dalla commissione parrocchiale della catechesi.
Vivere e dare la vita…
Per le celebrazioni pasquali, tutte le CEVB sono impegnate, specialmente con i ministeri della catechesi, della liturgia e della festa, ma anche della carità. La veglia pasquale riunisce tutti i membri delle CEVB nella chiesa centrale della parrocchia, per accompagnare i loro catecumeni al battesimo. Quella notte è la festa della chiesa-madre che generava i suoi nuovi figli, dati a lei da Dio Padre. Lo spettacolo di tutte le CEVB radunate nella stessa chiesa è anche l’immagine plastica della parrocchia, vista come comunione di molte comunità.
Da questa consapevolezza prende forza l’esplosione di gioia nel cuore di tutti, catecumeni e fedeli, e specialmente di quei fedeli “pescatori di uomini”, che hanno attirato nuove persone alla fede in Cristo. Il compito della “pesca” è effettuato in modo più assiduo e continuo dai “legionari di Maria”.
In Africa, la nascita di un bimbo è sempre un avvenimento celebrato con solennità, perché la base della cultura e del sentimento della gente è la vita:
vivere e dare la vita è un fattore di fierezza, per cui si fa di tutto anche per sopravvivere.
Il grande senso di famiglia
La domenica di Pasqua, dal pomeriggio fino a sera, in quasi tutte le CEVB viene organizzata la festa, che si celebra nella sala polivalente di ogni CEVB. Il locale stesso testimonia lo spirito di famiglia, perché tutti i membri, anche i bambini, hanno fatto molti sacrifici per costruirla. A volte, i lorosacrifici sono stati sostenuti anche dalla generosità di tanti amici e benefattori in Italia. Dunque, quelle sale polivalenti testimoniano esse stesse la “comunione ecclesiale”. E nella festa di Pasqua la “famiglia di Dio” accoglie i suoi figli e figlie nella propria casa.
La giornata di festa pasquale conclude con un piccolo pasto consumato insieme, condito di canti, danze, foto, interviste, piccoli discorsi d’occasione e, alla fine spesso, anche con un piccolo dono per ogni nuovo battezzato: ancor più bello se, come d’abitudine, il padrino e la madrina sono della stessa comunità vivente.
Tutti ne escono con un senso di famiglia più marcato. Così la “chiesa famiglia di Dio” cresce e si consolida.





