La missione… digitale
Sono Aimé Nshole, Saveriano di nazionalità congolese. Sono nato a Bokoro, nell’attuale provincia di Mai-Ndombe (parte ovest del Congo RD). Appartengo alla diocesi di Inongo e alla parrocchia della Sacra Famiglia. Ho una sorella e io sono il fratello maggiore.
La prima volta che sono entrato in contatto con i Saveriani è stata nel 2008 a Kinshasa, quando ho incontrato p. Mario Sciammana, che all’epoca era maestro dei novizi. Dopo un anno di accompagnamento spirituale, sono stato ammesso alla tappa formativa della Propedeutica a Bukavu. Qui ho fatto i miei primi 5 anni di formazione, di cui 2 anni di Propedeutica a Panzi e 3 di Filosofia all’Istituto Beato Isidoro Bakanja. Successivamente, sono stato ammesso al Noviziato a Kinshasa, per la mia prima professione religiosa nel 2015.
In seguito, sono stato inviato in Camerun, precisamente nella capitale Yaoundé, per gli studi di Teologia presso la scuola San Cipriano di Ngoya. Ho trascorso un anno di stage missionario in Ciad secondo il percorso formativo della nostra famiglia religiosa. Sono stato ordinato presbitero il 19 settembre 2020 a Kinshasa, nella cattedrale Notre Dame de la Paix, per l’imposizione delle mani di sua Eminenza il Cardinale Ambongo Besungu Fridolin, attuale arcivescovo metropolitano di Kinshasa.
Dopo l’ordinazione, sono stato inviato in Ciad, un Paese vasto e diversificato, situato tra l’Africa del Nord e l’Africa subsahariana. Il popolo ciadiano abbraccia due grandi religioni: l’Islam e il Cristianesimo. In Ciad la dimensione religiosa occupa un posto centrale nella vita sociale, culturale e politica. Ho vissuto e lavorato nella comunità di Ndjamena, la capitale, che già conoscevo perché vi avevo fatto il mio tirocinio missionario. Ho avuto l’onore di essere tra i pionieri di questa nuova missione. Qui ho avuto il privilegio di incontrare due grandi missionari: p. Armando Coletto e p. Marco Bertoni. Con loro abbiamo composto la comunità di Ndjamena. Una triade di due colori, molto interessante e creativa, radicata nella vita dei fedeli e nella missione.
Durante il periodo d’inserimento, ho imparato la lingua araba parlata in Ciad (comunemente chiamata arabo ciadiano). Così, mi sono introdotto nella pastorale giovanile. È stata un’esperienza bella e gioiosa. Abbiamo avviato la pastorale digitale, attraverso i social network su YouTube e Facebook per raggiungere il maggior numero possibile di giovani, ma anche di altre persone interessate. Un apostolato appassionante in questo tempo della fioritura dei social network. Nel frattempo, ho avuto l’onore di essere membro della Commissione comunicazione dell’arcidiocesi di N’Djamena. Successivamente, per grazia di Dio, l’arcivescovo di N’Djamena, mons. Edmond Djitangar, mi ha nominato cappellano degli studenti al campus universitario di Toukra. Una missione altrettanto arricchente perché rappresenta il nuovo areopago e tocca ovviamente le periferie esistenziali.
Attualmente, mi trovo nella comunità saveriana del Collegio Conforti di Roma, prima di tutto per imparare la lingua italiana e poi per ricevere una formazione accademica più specifica sui media digitali in vista del servizio alla missione.







