La collaborazione: Un angolo di cielo
Negli ultimi tre anni ho avuto l'opportunità di collaborare nell'ospedale "Santa Maria", nella città di Khulna, insieme a p. Agustin Albor, che ne è l'incaricato responsabile. Questa è infatti un'attività a carico dei saveriani. Collaborano anche p. Giovanni Abbiati e altri, che aiutano per il trasporto dei malati e la manutenzione della strumentazione ospedaliera. Fanno anche da interpreti, un ruolo molto importante per la comunicazione tra pazienti del luogo e medici italiani.
A Dhaka, la capitale del Bangladesh, p. Alfio Coni tiene le fila dell'organizzazione con i medici in Italia e per la parte burocratica con gli uffici governativi: traduce i documenti, chiede i dovuti permessi e l'iscrizione all'albo dei medici, mantiene i contatti con l'ambasciata italiana, riceve i medici all'aeroporto eccetera.
La compassione per i malati
Il contatto con i malati è davvero una grande ricchezza, che apre il cuore per compatire le pene e le sofferenze, per sostenere le speranze dei pazienti, che provengono da tutte le parti del paese, senza distinguere religione o classe sociale. Ma il nostro obiettivo sono i più poveri e tra questi, i bambini e le donne, che sono sempre gli ultimi nella scala dei valori della società: non contano. Valgono come lo zero dopo il punto.
Si può dire che anche per noi missionari il servizio sociale sul piano della sanità è una grande via per entrare in dialogo con i fratelli e le sorelle che, come noi, vivono la loro fede nel Creatore, anche se chiamiamo lo stesso Dio con nomi diversi.
Dottori da tutte le parti d'Italia
Ogni anno arrivano nella città di Khulna medici di diverse specializzazioni che, nel periodo delle loro ferie, vengono a offrire il loro servizio nel nostro ospedale. Provengono, si può dire, da tutte le parti d'Italia. Innanzitutto da Parma (Ortopedia e Pediatria); qui la collaborazione tra l'università di Medicina e l'istituto Saveriano è iniziata con mons. Conforti e si è consolidata negli anni. Poi c'è Milano (Niguarda e Centro Oncologico Europeo), Genova (Gaslini), Como e Bologna (Maxillo facciali), Cantù, Bergamo, Pavia, Sondrio, Roma, Cagliari, Sassari... Ci sono state anche visite singole a altri paesi come la Gran Bretagna e gli Usa.
Guardando le cifre, possiamo notare la vastità del bene compiuto da questi medici generosi: nel 1991, i 5 membri di un'equipe hanno visitato 100 pazienti e fatto 60 interventi; nel 2007, 62 medici in 6 equipe hanno visitato 4.459 pazienti e compiuto 902 interventi.
Molte operazioni sono di chirurgia plastica, specialmente ai bambini che hanno il labbro leporino o che hanno subito traumi per bruciature, o anche a chi ha gli arti atrofizzati (traumatologia) o chi soffre per difetti congeniti agli organi genitali.
"Un lavoro che ci riempie di gioia"
L'attività inizia a settembre e termina a fine marzo, un periodo in cui le temperature sono più sopportabili. Il clima tra i malati e l'equipe dei medici e il personale infermieristico è talmente buono da avere una caratteristica familiare. Un giorno un anziano musulmano mi ha detto: "Non so cosa c'è in questo ospedale, ma mio nipotino qui è molto contento. Nonostante l'operazione, non si lamenta; i medici gli fanno carezze e giocano con lui; tutti voi ci trattate con rispetto e affetto. Questo sembra un angolo di cielo!".
In questo modo, attraverso queste esperienze che noi tutti stiamo facendo e di cui ci arricchiamo, mi convinco sempre più della varietà di emozioni e sentimenti della maggioranza dei medici e delle infermiere che contribuiscono a questa attività. A volte sono talmente emozionati che si esprimono così: "Il lavoro con la gente bengalese ci riempie di pace e di gioia. Ci basta vedere il volto sereno e sorridente dei pazienti per sentirci ricompensati per quello che abbiamo fatto. Questa pace e gioia noi la portiamo dove ci chiedono di andare, ma sempre ci resta l'inquietudine e la speranza di tornare ad essere utili anche il prossimo anno".
Sono molto contento per questa esperienza fatta nell'ospedale in questi ultimi tre anni. Mi auguro che si realizzino le speranze di tante persone che meritano di godere un po' d'affetto e... un angolo di cielo!








