Skip to main content
Condividi su

Cari amici della Romagna, vogliamo presentarvi la nostra comunità in questo nuovo anno di lavoro pastorale e di presenza saveriana tra voi.

Ecco nella foto i saveriani che la compongono attualmente: p. Giuseppe Nardo, p. Ildo Chiari, p. Guglielmo Camera, p. Dino Marconi, p. Lino Sgarbossa. Ci siamo riuniti in questi giorni con p. Ulisse Zanoletti, vice superiore per l'Italia, e abbiamo cercato di stilare alcune linee programmatiche sul nostro lavoro e sulla presenza missionaria in Romagna.

Condividiamo con voi brevemente queste riflessioni, che ci aiuteranno a fare della nostra presenza qualcosa che riproduca il cammino di Cristo che, venendo tra noi, ci ha accolto e ci ha rivelato il vero volto del Padre Celeste.

La fretta è... nemica

Abbiamo parlato della necessità di ascoltare. Ci siamo proposti di essere una "comunità che ascolta" per essere "comunità missionaria".

Oggi ci troviamo nell'era delle grandi comunicazioni di massa e viviamo ormai sommersi dalle parole. Basti pensare che in molte case la televisione accesa fa da costante sottofondo e inonda di parole la vita domestica. Oppure pensiamo anche alle nostre vite frenetiche, spesso piene di comunicazioni frettolose al cellulare.

Ma anche in famiglia e in comunità spesso siamo costretti a scambiarci tante informazioni nel poco tempo che abbiamo per poter stare assieme. Così accade che i brevi momenti che abbiamo a disposizione per poter stare un po' in comunione vengono subito riempiti di comunicazioni rapide, e magari anche di parole pronunciate velocemente senz'avere il tempo di rifletterle.

La fretta nel parlarci rende le nostre relazioni sempre più frenetiche e, soprattutto, ci sottrae la possibilità di stare ad ascoltarci, perché quando ci si parla frettolosamente, non ci si ascolta davvero: ciascuno di noi finisce con il concentrarsi non sulle cose che ascolta, ma sulle cose da dire!

Apriamo orecchie e cuore

San Giacomo scrive nella sua epistola: "Fratelli carissimi, ogni uomo sia pronto ad ascoltare e lento a parlare" (Giac 1:19). Gesù Cristo è venuto appunto a mostrarci che Dio ascolta le nostre grida d'aiuto. Gesù non è mai rimasto indifferente di fronte ai bisogni materiali e spirituali della gente che incontrava. Ha sempre saputo ascoltare le persone.

Soprattutto, ci siamo resi conto che Gesù ci porta in disparte, ci invita a fare silenzio, perché solo così possiamo ascoltare Dio e ascoltare anche la voce dei fratelli; poi ci apre la bocca, dicendo "Effatà", una parola aramaica che vuol dire "apriti". Non si tratta solo di aprire la bocca e le orecchie, ma di aprire il cuore.

È un dato di fatto, come dicevo sopra, che spesso non ascoltiamo nessuno: né Dio né i fratelli. Anche in famiglia non siamo più capaci di fare silenzio e di ascoltare... E Gesù dice: "apriti", cioè apriti all'ascolto di Dio. Nel silenzio dobbiamo leggere e ascoltare la Parola di Dio che è la Bibbia; nel silenzio, saremo capaci di parlare a Dio e a tutti.

Chiediamo a voi una preghiera, perché possiamo essere comunità che sa ascoltare e sa poi donare la Parola a tutti coloro che ci circondano.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 3833.14 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Febbraio 2019
L’Avvento, solitamente, è visto come un periodo di stasi, come un’attesa gravida d’amore. Quest’anno, invece, il gruppo giovani della famiglia saveri…
Edizione di Dicembre 2022
Dopo 24 anni spesi in Italia al Centro Saveriano di Animazione Missionaria di Brescia, impegnato con il mensile “Missionari Saveriani” e nelle varie…
Edizione di Maggio 2007
Sarà ufficialmente inaugurato l'ufficio della Rai da Nairobi. Enzo Nucci, che ne è il corrispondente, ha detto: "Se la Rai ha aperto una sede in Afri…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito