L’animazione giovanile a Salerno
L'estate scorsa, a luglio, ho avuto la possibilità di partecipare ai campi estivi organizzati dai saveriani per i giovani di Salerno e dintorni. Insieme al ritiro spirituale, sono stati per me una bella esperienza, una grande grazia.
Giornate molto intense
Per i primi due campi, siamo andati nelle parrocchie. Lì abbiamo incontrato i ragazzi e abbiamo fatto la preghiera, la formazione, il lavoro. La nostra giornata iniziava con la preghiera del mattino: era un bel momento per incontrare il Signore, sentire che Lui era con noi. Dopo la preghiera, abbiamo fatto un po' di lavoro: abbiamo raccolto gli indumenti e li abbiamo venduti.
Il ricavato l'abbiamo mandato in Congo e in Colombia, tramite i giovani che sono andati in missione.
Dopo il lavoro, i ragazzi tornavano a casa per il pranzo e ci ritrovavamo verso le cinque del pomeriggio per l'incontro di formazione. Abbiamo affrontato varie tematiche: l'ascolto, la fede, l'annuncio e la speranza. Durante la serata, i ragazzi hanno preparato alcune scenette, recitato poesie e ballato.
Perché rompere i vasi?
L'ultimo campo si è svolto nella casa dei saveriani a Salerno. Vi hanno partecipato più di 70 ragazzi. Abbiamo iniziato le nostre giornate con la preghiera e poi ci siamo dedicati alla formazione. Abbiamo riflettuto sulla "comunione", utilizzando vari simboli, tra i quali il vaso. Abbiamo diviso i ragazzi in cinque gruppi. Ogni gruppo ha ricevuto il proprio vaso da dipingere e colorare, con parole e disegni che esprimevano il significato della "comunione".
Poi ci siamo riuniti e un rappresentante di ogni gruppo ha spiegato il perché delle parole e dei disegni scelti. Poi un'animatrice ha preso un vaso per portarlo al centro; ma mentre camminava, l'ha lasciato cadere rompendolo. I ragazzi hanno seguito l'accaduto proprio con lo sguardo di chi dice, "Cosa ha fatto!".
Quando hanno saputo che proprio noi animatori avevamo detto all'animatrice di romperlo, quasi quasi rompevano noi! Alla fine, i cinque vasi dei gruppi sono stati rotti, per dimostrare che quando parliamo di comunione ci sono tra noi anche le divisioni: così il vaso va in pezzi.
Però le divisioni non devono scoraggiarci: dobbiamo sempre cercare di ricostruire la "comunione".
Insieme ai genitori
Anche in questo terzo campo le serate erano all'insegna del divertimento. Il primo giorno abbiamo organizzato una bella caccia al tesoro. L'ultima sera erano presenti anche i genitori e abbiamo celebrato l'Eucaristia. Poi ragazzi hanno ripetuto le scenette e i balli che avevano fatto durante il campo.
La presenza dei laici saveriani è stato un aspetto molto positivo: ci hanno aiutato nella formazione e nei momenti di allegria, dando a tutti una bella testimonianza di impegno missionario.
Pellegrini come Paolo
È stato bello e commovente il ritiro spirituale dei giovani che sono partiti per la missione. Erano tre gruppi: uno andava in Congo, un altro in Colombia e il terzo in Messico. Con loro abbiamo fatto un... pellegrinaggio nella vita di san Paolo. Ci siamo confrontati con noi stessi: anche noi siamo pellegrini, perché siamo in cammino per seguire Gesù e dobbiamo uscire da noi stessi per incontrare gli altri.
Così diceva Helder Camara: "Missione è partire, andare, lasciare tutto, uscire da noi stessi, spaccare la corteccia dell'egoismo; è smettere di girare intorno a noi stessi, come se fossimo il centro del mondo e della vita. L'umanità è più grande!".
Il tempo trascorso a Salerno è stato per me molto significativo: è stato un incontro con Gesù e con gli altri. Perciò ringrazio i ragazzi di Salerno, i saveriani e gli animatori. Sono davvero contento di essere stato in mezzo a tanti amici e fratelli.








