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Il senso del tempo e della vita... Sempre più in fretta!

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Siamo agli sgoccioli. Di cosa? Del tempo per scrivere la nostra riflessione per il prossimo mese. Siamo in difficoltà: di tempo e di idee. Non è facile trovare qualcosa di cui scrivere per questa rubrica che vorrebbe aprire delle piccole fessure sulla "missione" per tutti noi che viviamo "qua".

Ma la vostra attesa non può essere delusa. E allora, proprio agli sgoccioli, ci viene un lampo: parliamo del tempo! Non di "che tempo fa" (argomento banale per rompere il ghiaccio...); ma del senso e della percezione del tempo.

Qui si corre sempre!

Alessandra - Ultimamente il nostro quotidiano è stato molto... "corrido", come direbbero in un brasiliano che rende l'idea. Non siamo un'eccezione; molti di voi sperimentano probabilmente la stessa cosa. Si corre per lavorare, si corre per gestire i figli, si corre per fare la spesa, si corre per avere un po' di tempo libero, si corre per fare il bene... Si corre per tanti motivi, si corre sempre!

"Il tempo è denaro"; "chi ha tempo non aspetti tempo"; "il tempo fugge"...: tutte espressioni tipiche della nostra cultura, che esprimono la nostra percezione del tempo. Il nostro mondo va sempre di fretta e non ha tempo. Mi ha sempre affascinato il concetto di "tempo ed eternità" e spesso mi chiedo il senso del nostro "correre".

Di solito quelli che hanno più tempo sono i poveri, quelli che aspettano che succeda qualcosa a cambiare i loro giorni, quelli che non hanno lavoro o occupazioni. A vent'anni, quando andai a sostenere l'esame per la licenza, l'unico che mi accompagnò e mi aspettò per oltre un'ora fu Billy, un povero che passava metà delle sue giornate in stazione. Ancora gli sono grata.

Altro mondo, altro ritmo

Alessandro - Dopo aver vissuto quasi un anno in Brasile, è per noi inevitabile tornare con la mente là e interrogarci sul nostro modo di percepire il tempo. Non so perché, ma sembra che varcando l'oceano a sud dell'equatore, il mondo giri a ritmi totalmente diversi. La gente sembra non correre, eppure non è che non si facciano le cose, anzi.

Nella nostra memoria ci sono immagini di tante persone che fanno una vita piena di sacrifici, alzandosi presto la mattina e rientrando tardi la notte, per guadagnare il necessario per una vita dignitosa e coltivare i sogni per un futuro migliore. Ma anche queste persone non sembrano stressate o vittime del tempo. Anzi, ti dedicano tempo e attenzione.

Gli indio, poi, hanno un'altra filosofia della vita. Al villaggio Boavista, per esempio, non abbiamo mai visto persone di corsa o stressate. I ritmi sono sempre sanciti dalla natura. Anche i lavori artigianali sono imposti dalla luna: se non altro per la loro materia prima, il bambù, che può essere tagliato solo con la luna calante e perciò lavorato nelle settimane successive.

Al villaggio trovavamo sempre persone intente ai propri lavori: chi a badare alla casa, chi a fare l'artigianato, chi a raccogliere i frutti. Non hanno macchine e anche solo spostarsi per comprare qualcosa significa perdere un giorno intero, perché ci sono da fare diversi chilometri a piedi...

Resettiamo i nostri orologi

Alessandra - Ho visto gente, la sera all'imbrunire, fare delle passeggiate solo per il gusto di camminare e raccontarsi, o sedersi fuori della propria baracca conversando e bevendo il "chimarrão"...: cose semplici che però danno senso alle giornate e al tempo. Noi in Occidente siamo schiavi del tempo, tanto da dimenticare il primato delle relazioni. Dice G. Orwel: "Il tempo non passa più veloce di prima; siamo noi che gli passiamo avanti sempre più in fretta".

Forse anche per noi è giunto il tempo di pensare un po' meno alle questioni dello spread e ripensare invece un po' di più a queste cose sistemando di nuovo i nostri orologi. Chissà che non scopriamo che la vita ha un senso diverso e magari sappiamo gustarcela di più.



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