Missione Giovani: Coraggio e un po’ di fantasia!
Ci sono giornate luminose di primavera che vorresti fermare nel tempo, per conservarle e preservarle dalle cattive notizie quotidiane. Eppure, spesso da sacerdoti e missionari sentiamo parlare di "Buona notizia", di quella Parola da annunciare con entusiasmo, di cui essere testimoni fieri e fedeli...
Ma noi rischiamo di essere sempre più sordi a un invito che si scontra con la realtà di oggi. E pensiamo: è facile parlare, ma quando ti senti sprofondare nel vortice fatto di disoccupazione, inflazione, "fine mese"..., dove troviamo la forza di essere "buona notizia"?
"Avanti con coraggio", mi ha detto recentemente un saveriano al telefono salutandomi. Che augurio particolare! Eppure, ha ragione. In momenti duri per tanti giovani, ci vuole coraggio per non scappare via, per credere che un futuro migliore è possibile, per coniugare i verbi al futuro. Non basta? Forse no; ma è una buona base da cui partire.
Anche lo sport sembra essere funestato da una marea di "cattive notizie": doping, scommesse illecite, tribunali e addii eccellenti impoveriscono un mondo "a parte", rifugio e sfogo per tanti di noi. Perfino correre una maratona è diventato rischioso, se poi sulla linea del traguardo scoppiano le bombe. Gino Bartali direbbe: "L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare"...
Da dove cominciare, caro Gino? Tu e Fausto siete riemersi dalle rovine di una guerra, siete stati i campioni a cui guardare quando intorno non c'era niente. Cosa ci insegnate? Forse, avete ragione voi: abbiamo dimenticato quanto sia difficile e faticoso pedalare e ora che ci tocca alzarci sui pedali, arranchiamo... Ma che la vita sia una salita l'abbiamo capito e non ci consola sapere che pedaliamo in gruppo.
Nel mese dedicato alla Madonna, quando festeggiamo tutte le mamme, è ancora chi abbiamo vicino il riferimento a cui rivolgersi, nonostante ormai si vivano situazioni di famiglie "allargate", scomposte, rotte, rimesse insieme in modi diversi. Tra politici da rottamare, saggi da ascoltare, anche noi giovani possiamo riscoprire il piacere di affidarci a chi solo in apparenza la società ha messo... "in pensione".
Parlo di quei nonni, zii, genitori sempre attivi, pilastro indispensabile per tanti giovani, la cui esperienza fa dire loro: "Avanti, con coraggio!". E ogni parola sembra una nota musicale che accarezza le rughe dell'età.
Potrebbe essere la missione delle prossime settimane: fermarsi ad ascoltare chi ha qualcosa da raccontare, da insegnare senza superbia. Nelle case di riposo, sulle panchine dei giardini pubblici si può ancora avere gratis qualche pillola di umana saggezza. Potrebbe essere l'occasione per recuperare rapporti, intessere relazioni, come fanno molti ragazzi e giovani durante i campi missionari estivi, quando entrano in contatto con realtà a loro poco conosciute.
E allora proviamo a ricominciare da chi ne ha viste di più. Allo stesso tempo facciamo rete tra noi, senza vergogna se un problema ci assilla. Alziamo la mano, chiediamo aiuto, riscopriamo la solidarietà quotidiana, perché tragedie della disperazione come quella vissuta nel silenzio a Civitanova Marche non accadano più. Del resto anche voi, cari Gino e Fausto, che da rivali eravate sempre soli al comando, quel giorno vi siete passati la borraccia.








