Laicato Saveriao: Jarek, l’ufficiale gentiluomo
Riportiamo la notizia della morte di Jarek, uno sconosciuto a tutti, ma non ai laici saveriani di Salerno. Era un "senza fissa dimora", accolto nella casa dei missionari saveriani per sfuggire alle fredde notti d'inverno. Era un fratello come gli altri, che ogni sera chiedeva non solo un luogo dove riposare, ma amici disposti a condividere un pezzo della sua difficile vita.
Raccontano tre laici volontari della notte.
Claudio. Questa mattina è morto Jarek: un amico. Frequentava il dormitorio per i "senza fissa dimora" presso i saveriani di Salerno. Non dite che è morto per un malore. È morto per la malattia più diffusa nel nostro pianeta: la povertà e l'emarginazione. Jarek era buono e generoso. Mi consola solo il fatto che ora è libero e può raggiungere moglie e figlie, morte tragicamente in un incidente in Polonia, investite mentre attraversavano la strada per entrare in casa. Mi vengono in mente le parole della canzone: "E quante persone dovranno morire perché siano troppe a morire...".
Daniele. Fratello Jarek, serberò nel cuore il tuo volto, i tuoi occhi tristi quando parlavi di tua moglie e delle tue bimbe, del desiderio di tornare nell'amata Polonia, ma anche la tua allegria, la tua umanità, la tua onestà, il tuo altruismo, i tuoi grazie, l'abbraccio di ieri sera così forte, il tuo sorriso, le pacche sulle spalle mentre ieri sera ridevamo dei nostri anni... Se la gente si fermasse a vedere, a parlare, ad ascoltare queste persone capirebbe molte più cose, di loro e di se stessi.
Antonio. Mentre penso all'amico Jarek, ringrazio anche Hassan, un altro amico senza dimora, per il suo comportamento generoso: l'ha soccorso per quel che era possibile, e ha chiamato il 118, prontamente. Storie quotidiane di strada, di amicizie, di dolori e di legami di strada...
Claudio. Hassan, marocchino musulmano, ha visto venir meno Jarek (cattolico), ha chiamato il 118, ma non c'era più niente da fare. Sono arrivati il magistrato e la polizia. Hassan è rimasto lì. Ha aiutato e deporre il cadavere nella bara e a trasportarlo sul furgone. Ha testimoniato davanti alla polizia. La polizia si è accorta che Hassan, per un errore, era stato rilasciato in anticipo dal carcere, per una vecchia storia di rissa. L'hanno arrestato di nuovo.
Antonio. Un polacco e un marocchino: provenienze diverse, vite comuni. Jarek, un uomo sfortunato, è morto; Hassan, per quel gesto altruista, non se la passa bene... E noi cosa facciamo?
A Salerno città non esiste un dormitorio pubblico né una vera politica verso i più poveri. Queste politiche sono delegate alla chiesa cattolica: da due anni aspettiamo l'imminente inaugurazione di una struttura legata alla chiesa, che... non apre mai. Dal 2009, da novembre a fine marzo, i saveriani offrono ospitalità e solidarietà per la notte ad alcuni "senza fissa dimora", con l'assistenza dei laici saveriani.








