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Il saveriano della mondialità: P. Ivaldo è in Sierra Leone

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Tanti amici e lettori hanno conosciuto e apprezzato p. Ivaldo Casula, saveriano sardo, che dal 2000 si trovava nella comunità saveriana di Brescia. Era direttore del movimento Cem, per portare nelle scuole il senso della mondialità. Suo compito era spronare insegnanti e studenti ad allargare gli orizzonti, ad aprirsi ai problemi del mondo e all’interesse per altri popoli e culture. Da metà marzo p. Ivaldo è tornato nella missione della Sierra Leone, dove era già stato vent’anni fa.

“Sono felice di partire”

Prima di partire, padre Ivaldo è stato in Sardegna, per salutare i familiari e gli amici. Il vescovo di Cagliari gli ha affidato il Crocifisso del missionario e gli ha dato l’abbraccio della diocesi, con l’augurio di una buona missione. La chiesa era piena di fedeli; moltissimi i giovani. Salutando tutti, padre Ivaldo ha detto: “Parto perché sono sacerdote missionario di Cristo e della chiesa. La mia vocazione missionaria sarebbe incompleta se non dessi questi anni maturi della mia vita ai fratelli e alle sorelle della Sierra Leone”.

Ma ha voluto parlare soprattutto ai giovani e ai ragazzi che “rischiano di soffocare nel piccolo mondo in cui vivono, annoiati davanti a interessi che non vanno oltre le campagne e le colline del proprio paese. Anche il problema della droga trova una delle sue cause in questa mancanza di grandi orizzonti e di saper sognare per un futuro migliore”. Padre Ivaldo ha lasciato un messaggio di grande valore per tutti: “Dio è amore e vuole la felicità di tutti, nella fratellanza umana. Più di ciò che possediamo, conta ciò che noi siamo, con la nostra fede in Dio e il nostro impegno per l’umanità”.

Un ponte e un arcobaleno

La Sierra Leone è passata attraverso il trauma di una lunga guerra che ha fatto soffrire la gente e i missionari. In un mondo di odio e di violenza, ogni missionario dà il suo piccolo contributo perché diventi realtà il sogno di Cristo per “fare del mondo una sola famiglia”, in cui tutti vivano come fratelli e sorelle. Per questa grande missione, padre Ivaldo chiede la nostra solidarietà.

“Torno in Sierra Leone portandovi nel cuore. Desidero continuare ad essere come un ponte tra culture e popoli, tra voi e la gente di Sierra Leone, che sta scoprendo la fede in Cristo e sta trovando la forza per ricostruire una vita distrutta dalla guerra. La Madonna, da voi amata e venerata, è la stessa Madre amata e venerata dai cristiani della Sierra Leone. Cercherò di lanciare un arcobaleno...”.

Buona missione, p. Ivaldo! Ogni tanto guarderemo verso l’Africa. Quando lancerai l’arcobaleno, saremo pronti a raccoglierlo. Caso mai, lancia anche un sms...



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