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Spezzerò il pane della vita - SHADARI TUTU PAULIN, sx

2005 5 Paulin ShadariSono nato a Kasongo, nella repubblica democratica del Congo, secondo di quattro figli e ho 32 anni. Dopo una breve esperienza come insegnante in una scuola elementare della mia città, ho deciso di offrire la mia vita al Signore. Sono ormai undici anni che mi trovo nel cammino di formazione per essere missionario nella famiglia saveriana.

Era il 1994 quando ho lasciato il mio paesino e ho iniziato l’avventura missionaria con i saveriani a Goma. Ho passato il primo anno facendo esperienza della vita comunitaria. Ho gustato cosa significa vivere in famiglia con persone diverse da me, ma unite dagli stessi ideali. Dopo quella bella esperienza, ho deciso di continuare il mio cammino spirituale. Per quattro anni ho studiato filosofia a Bukavu, nella scuola gestita dai padri bianchi.

Nel 1999 sono partito per Yaoundé in Camerun. Lì ho fatto il noviziato e sono diventato saveriano nell’agosto dell’anno santo. Da lì, i superiori mi hanno mandato qui in Italia per studiare teologia e preparami al sacerdozio. Ora, con trepidazione e fiducia, ho deciso di dedicare alla missione tutta la mia vita. Sono stato ordinato diacono e guardo avanti verso il giorno in cui, come sacerdote, potrò spezzare con i miei fratelli il pane della vita e della gioia. Per questo, rivolgo la mia preghiera al Signore, che mi aiuti e accompagni sempre.

Vivere con la gente

La scelta di diventare missionario saveriano è stata ispirata da un modello che mi ha particolarmente appassionato: quello di vivere in missione con la gente. Avvicinarmi alle persone bisognose, aprire cuore e mente, prestare tutta la mia attenzione e accoglierle, come sapeva fare il Signore Gesù.

Questo stile di vita, che traduce ed esprime lo spirito di famiglia che regna fra noi, è un segnale importante. Fa capire che tutte le barriere di lingua, di cultura e di razza sono crollate. Entrando a far parte della comunità saveriana, ho trovato una famiglia in cui l'unico linguaggio è quello dell'amore.

L’amore comunitario è proprio il messaggio che noi missionari dobbiamo offrire e testimoniare all’umanità di oggi. Questo spirito di famiglia che ci riunisce attorno all'unico Padre, ci aiuta a identificarci con Cristo salvatore e ci fa crescere nell'amore, nel perdono e nell’amicizia fraterna. Dedicandomi alla missione per tutta la vita, voglio vivere e gustare questo ideale e proporlo a tanti altri fratelli e sorelle nel mondo. Confido nella grazia dello Spirito Santo, che prego ogni giorno.

Voi, cari amici, ci avete accompagnato nel nostro cammino. Continuate a pregare per noi giovani missionari saveriani.


Un sì a Dio, che è sempre fedele - JOSÈ LUIS C. AGUIRRE, sx

2005 5 jose aguirreSono un giovane messicano, il quinto di nove fratelli. La mia famiglia mi ha aiutato molto nell’aspetto spirituale, sopprattutto con una grande fede in Dio, espressa nelle piccole cose: il rosario recitato insieme, la Messa quotidiana e la pratica dei primi venerdì del mese.

Desidero condividere tutta la mia vita e la mia esperienza di fede con la famiglia saveriana. Ho conosciuto i saveriani nel 1988, quando sono entrato nel seminario di Arandas, in Messico. In comunità c’era un clima allegro e familiare. Lì ho scoperto il carisma di poter diventare missionario per tutto il mondo.

Durante l’anno di noviziato ho conosciuto meglio il carisma missionario, l’ho amato e fatto mio. Questa scoperta mi ha convinto a condividere la mia vita con la famiglia saveriana. Sono diventato saveriano nel 1996.

Avendo come obiettivo quello di consacrarmi per sempre al lavoro nel regno di Dio, ho deciso di continuare a prepararmi per dare il meglio di me a Dio, servendo coloro che mi stanno attorno. In Italia ho fatto l’esperienza di una vita interculturale di amicizia e di dialogo. Infatti, i miei compagni di vocazione provengono da otto nazioni diverse. In un certo senso, realizziamo già l’ideale di vivere in una  famiglia, imparando a rispettare i valori altrui e crescendo insieme, con i piccoli problemi quotidiani.

So che nella vita non mancheranno le tempeste, ma il sole mi permetterà di guardare avanti, verso orizzonti di serenità e di pace. Ho fatto la mia scelta definitiva e mi sento contento di prendere il largo nella barca con Gesù, che anche oggi mi ripete: “Ricordati che senza di me, non puoi fare nulla”.

Vorrei esprimere la mia convinzione missionaria così: Dio è stato sempre fedele con me; perciò ho desiderato pronunciare un definitivo a Dio. È un non di un giorno, ma di ogni giorno, come risposta alla sua chiamata, ad essere consacrato per la missione in questa famiglia, che ormai sento di conoscere e di amare.


Voglio riclicare l’amore ricevuto da Dio - LUIS AUGUSTO V. RAMOS, sx

2005 5 Luis RamosAvevo 21 anni. Qualcosa in me stava cambiando. Ricordo che una delle mie preghiere era: “Signore mostrami il Padre, e questo mi basta”. Ho scoperto di essere amato da Dio e questo è stato determinante. L’incontro con Dio non poteva lasciarmi indifferente o inerte; esigeva da me una risposta concreta. Ho scoperto che la mia vita poteva essere vissuta come dono per gli altri. Come san Paolo, quando ha capito che Dio lo amava e aveva dato se stesso per lui, anche lui si è buttato a riamarlo con tutto se stesso.

Due anni dopo essermi laureato, sono entrato in una comunità saveriana per fare esperienza di quello che pareva fosse il disegno di Dio per me. Ho fatto tre anni di formazione in Brasile, mio Paese natale, e nel 1999 sono venuto in Italia per completare gli studi di teologia.

Sono passati sei anni e ora sono in attesa di partire per incontrare fratelli e sorelle di cultura diversa dalla mia. Con loro desidero condividere l’esperienza dell’incontro con Dio Padre misericordioso e con Gesù salvatore. Provo una gioia indescrivibile e una grande riconoscenza verso il Signore e verso la famiglia saveriana che mi ha accolto come figlio. Sono felice di aver risposto alla chiamata del Signore. Mi abbandono nelle braccia della divina Provvidenza, consegnando tutta la mia esistenza. Come Gesù, possa anche io essere pane spezzato per la vita del mondo.

Dio mi manda nel mondo, per raccontare il suo amore attraverso il sevizio concreto al prossimo. Servo per amore! La vocazione missionaria è amore gratuito. Come saveriano sono chiamato a servire con un amore maturo e casto. Devo saper riciclare l’amore ricevuto da Dio prendendomi cura degli altri senza chiedermi, né prima né dopo, se l’altro ha corrisposto. Anzi, devo preferire chi non può rispondere all’amore ricevuto.

Io so che per avere la pienezza della vita, devo andare dietro a Cristo e seguirlo. Per questo ho lasciato anch’io le reti e la barca, il lavoro e la casa, il padre e la madre, i fratelli e le sorelle…

Questi pensieri mi sono venuti in mente, mentre ero a letto con l’influenza, in questi giorni. Attraverso il microscopio della febbre alta, il Signore mi ha fatto scrutare meglio chi è lui e chi sono io, e quale dono stupendo mi ha fatto, chiamandomi a seguire lui. Completi in me l’opera che ha iniziato.



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