Dal Burundi alla Spagna, La cosa più bella della missione
Padre Gianluigi Signori, saveriano di Ranica (BG), dopo più di vent’anni di missione in Africa, è stato chiamato in Spagna per svolgere attività di animazione missionaria. Pubblichiamo la sua ultima lettera scritta dal centro giovanile Kamenge in Burundi.
Proprio oggi pensavo che sono già 22 anni che giro per l’Africa, tra Camerun e Burundi, su e giù dall’equatore. Quasi metà della mia vita è passata, come un soffio, in situazioni cariche di problemi, in mezzo a gente povera di denaro, ma ricca di umanità e capace di accogliere gli altri. Gente piena di inventiva, di voglia di lavorare e con una forza d’animo eccezionale.
In cima a una collina... si muore
In Burundi stiamo avanzando con tanta pazienza. A qualcuno può sembrare lentezza. Ma occorre sempre un gran rispetto di tutti e delle esigenze di ognuno. A volte, i dèmoni dell’insofferenza e della divisione si risvegliano e la tentazione di tornare al passato - a quando “c’era più ordine e si stava meglio” - è sempre in agguato. È il pericolo di pensare che quando si arriva in cima a una collina, ci si può anche sedere e non faticare più... E così si muore!
Non è certo questo il modo migliore di vivere e di testimoniare e annunciare il vangelo. Cristo ci provoca sempre e comunque ad aprire le porte, a uscire nelle strade e andare verso gli altri, a conoscerli e a camminare con loro. Questo ha fatto e continua a fare Gesù, nascendo, morendo e risorgendo in mezzo a noi. È un avvenimento di duemila anni fa, ma che si ripete ogni giorno, in modo sempre nuovo. Si ripete per mezzo nostro; lo facciamo rivivere nel mondo di oggi.
Al seguito di Cristo
“Pace, amore, fraternità, perdono”: queste belle parole, mille volte ripetute e gridate, mille volte sospirate e disattese! Eppure sono le parole del regno di Dio e si realizzano proprio grazie a quel Figlio che è nato tra noi e per noi è stato messo in croce, che è risorto e che mai si stanca di venirci a cercare.
Ecco mi pare questa la cosa più bella della missione, in Africa e altrove: l’annuncio evangelico di Dio Padre che mai si stanca di aspettarci e che ci rende capaci di sopportarci e di accoglierci, malgrado le nostre debolezze.
Lui ci dà la forza di credere e il coraggio di lanciarci al seguito di Cristo Signore che vive tra noi. Con decisione e per sempre.








