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Il Domani: Artefici di una nuova cultura

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L'indipendenza è un cammino di liberazione che dà valore alle persone e alla nazione, un tempo per assaporare la libertà ricevuta da Dio Creatore. Occorre un nuovo progetto di società.

Come trovare la forza di alzarci e riprendere il cammino? Quale camino per il popolo congolese?

Come il popolo eletto, partiamo anche noi dalla nostra storia per trovare le tracce di liberazione. Per vivere la nostra indipendenza e recuperare i valori perduti, abbiamo preparato cinque incontri comunitari e abbiamo fissato alcuni obiettivi:

  • Risvegliare la coscienza della gente perché si metta in cammino e diventi responsabile verso il bene comune;
  • reagire alla menzogna e all'abuso di denaro pubblico, per entrare nella civiltà della speranza e della verità
  • e costruire una società giusta.

Ogni incontro ha cinque parti:

  • un fatto o situazione della vita;
  • la Parola biblica;
  • la parola della chiesa;
  • alcune domande di riflessione;
  • la preghiera.

Qui presentiamo in sintesi solo "le situazioni della vita" e "le domande" per orientare la riflessione e l'azione.

1. La storia è cammino di liberazione

Le elezioni del 2006 non hanno portato soluzioni automatiche ai problemi del paese. Chi è abituato ad agire in acque torbide, non accetta facilmente di restare senza potere e denaro. La gente è nuovamente ingannata. La nazione non ha guide sicure e oneste.

La ricchezza del paese è saccheggiata e mal divisa, la libertà è controllata, la giustizia è elusa, l'impunità permane; la sicurezza, i diritti umani, il lavoro e l'istruzione sono ancora un miraggio... Soprattutto la regione del Kivu è nella miseria, a causa di gruppi armati dediti a saccheggio, massacri e violenze. Come ritrovare la speranza?

*Parola biblica: il cammino di liberazione del popolo eletto (Esodo 1-15).

Domande di riflessione:

  • Come può aiutarci il confronto tra l'esperienza del popolo eletto e la storia del Congo?
  • Consideri l'insieme della storia congolese negativa o positiva? Perché? C'è qualche luce di speranza nella nostra storia?
  • Quali vie potrebbero aiutare il paese a diventare più dinamico nella giustizia e nel bene comune?
  • In quale di queste vie sei disposto a impegnarmi e contribuire personalmente?

2. L'amore per la verità

Viviamo in un paese dove regna la menzogna, nelle parole e nei fatti. Gente abituata a mentire senza rispetto per nessuno, senza limiti, senza pensare alle conseguenze. Anche tra i cristiani non manca la falsità: un peccato che ci sta dilaniando.

Quante false promesse da parte dei nostri dirigenti a tutti i livelli! Come mai tolleriamo queste menzogne? Qual è la nostra parte di responsabilità nelle promesse non realizzate? Per stare dalla parte della verità varie persone hanno pagato con la vita, come i giornalisti assassinati. Essere veritieri e dire la verità può esporci a pericoli, perché la verità disarma, confonde chi mentisce.

*Parola biblica: rifiutare le tenebre, accogliere la luce (1 Giovanni 1, 5-7).

Domande di riflessione:

  • Siamo coscienti del valore della verità nell'educazione famigliare? Come promuoverla?
  • Quali sono le conseguenze delle calunnie contro persone oneste e veritiere?
  • Quali menzogne sono abituato a dire, e in quali circostanze?
  • C'è un momento della vita in cui ho scelto di dire la verità e vivere nella verità?

3. La responsabilità in famiglia

Il rispetto inizia nella famiglia. Un bambino circondato di amore e rispetto, potrà diventare un uomo di bene e di rispetto per la famiglia, la società e il paese. Al contrario, se il bambino cresce senza amore né affetto e senza educazione famigliare, questo creerà in lui forti ferite psicologiche; sarà una persona problematica per la società e il paese; potrà essere un bandito!

La prima responsabilità è proteggere la vita umana: nostra e degli altri. Ecco alcune situazioni in cui ci comportiamo da irresponsabili: un uomo non si prende carico del bambino che ha messo al mondo; in famiglia si trascura l'educazione dei figli; una mamma che abbandona i suoi figli; i genitori sono pigri e non fanno niente per dare alla famiglia il necessario; uomini, anche giovani, passano le giornate a giocare, mentre le mogli sono al lavoro...

*Parola biblica: il dovere di ciascuno (Tito 2, 1-8).

Domande di riflessione:

  • Quali situazioni vediamo nelle famiglie e nella società, dove ci comportiamo da irresponsabili?
  • Ci sono momenti in cui tutta la famiglia (padre, madre e figli) si riunisce per parlare e pregare?
  • La responsabilità per l'educazione dei figli è condivisa tra i due genitori? Come migliorare?
  • Come aiutare lo Stato a prendere le sue responsabilità (ad es., la scuola e il lavoro per tutti, l'acqua e la luce...) verso le famiglie?

4. Valore e rispetto della persona

Tre fratelli, in cerca del necessario per vivere, sono arrivati a Bukavu da un villaggio: hanno 22, 17 e 12 anni. Hanno installato un piccolo chiosco per la vendita di generi alimentari. Venerdì santo (2 aprile 2010) nel buio della notte, alcuni individui armati hanno brutalmente ucciso i due più grandi e ferito il più giovane, per prendersi il piccolo guadagno della giornata. Alla notizia la gente reagisce, grida giustizia e vendetta, manifesta... Poi tutto si assopisce e la vita continua come prima; nessuna inchiesta.

Nella nostra società ci sono casi gravi contro i diritti dell'uomo, delle donne e dei bambini: i rapimenti per estorcere un riscatto, le donne anziane abbandonate, le ragazze violentate, i ragazzi soldato, il lavoro dei minori...

*Parola biblica: le donne e i bambini (Marco 7,24-30; 9,33-37).

Domande di riflessione:

  • Sono cosciente della dignità e del rispetto delle persone che incontro?
  • Come educare al rispetto delle persone in casa, per strada, a scuola, in chiesa, al mercato? Quali sono i nostri errori quotidiani?
  • Cosa si deve fare perché la persona sia al centro dell'educazione, della società, di tutte le istituzioni?

5. Il senso del bene comune

Ecco cosa capita quando viaggi per le strade di Bukavu. Incontri camion sovraccarichi di carbone, manioca, sacchi di riso..., con decine di persone sedute sopra, le gambe pendenti fuori. Davanti, un carro pieno di casse di birra o lunghi assi, è trainato da sei ragazzi sudati. Attento ai minibus e taxi che si fermano dove vogliono, senza segnalare la manovra; attento anche ai moto-taxi che sorpassano a destra e a sinistra. A ogni incrocio poi, hai il piacere di incontrare la polizia che ti ferma per un controllo, e alla fine ti dice che ha sete! Aiutalo, perché ha un salario di miseria!

Lo stato delle strade è pietoso: non c'è manutenzione; i canali di scolo, quando esistono, sono tappati; devi scegliere le buche, perché non è possibile evitarle tutte... In strada si gettano di nascosto i rifiuti di casa; si ruba una parte di strada per affari privati; i materiali ammucchiati provocano intasamento del traffico...

Il traffico e le strade di Bukavu sono il simbolo dell'egoismo in atto nella vita sociale del paese, che sta prendendo il posto della tradizionale fraternità africana. La strada è di tutti, ma non ci si rende conto che l'attenzione agli altri fa parte della buona educazione sociale, che certi comportamenti sono pericolosi, che il rispetto della vita altrui è un dovere di ciascuno, che il bene comune torna sempre a vantaggio anche degli individui.

*Parola biblica: chi è il vero prossimo (Luca 10, 29-37).

Domande di riflessione:

  • Come utilizziamo i beni comuni affinché servano a tutti, anche alle generazioni future?
  • Cosa ci aiuta a pensare agli altri, come il buon samaritano? Raccontiamo le buone azioni fatte; come progredire su questa via?
  • Tutti desideriamo fare bella figura. È lo stesso anche per la casa, l'ambiente, il quartiere?
  • Partecipo volentieri ai lavori comunitari che richiedono gratuità?


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