Dalla periferia al… centro
Mi presento. Sono don Marco Corradini, direttore del centro missionario della diocesi di Faenza - Modigliana da un anno; da due anni sono anche alla prima esperienza come parroco, nel paese di Solarolo.
Ho raccolto un'eredità preziosa, acquisita attraverso la presenza e l'opera dei direttori che mi hanno preceduto: l'indimenticabile don Giordano Mondini, autentica anima missionaria, e don Mirko Santandrea che, pur essendo al seminario regionale di Bologna, continua a rimanere un collaboratore appassionato.
Insieme a tanti collaboratori
Cosa posso dirvi del centro missionario di Faenza? È una realtà piccola, che propone alcune iniziative per sostenere e animare lo spirito missionario che già si vive nelle parrocchie (chi più, chi meno), con l'attenzione alle varie fasce di età, soprattutto ai ragazzi. Come questo sia possibile è sempre un po' un miracolo, anche perché chi collabora è già impegnato in altri ambiti, ma dona quello che può in tempo ed energie.
Insieme, alla fine, riusciamo a organizzare eventi diocesani che ormai cominciano a essere conosciuti, apprezzati e inseriti nel calendario delle comunità parrocchiali. Il nostro impegno sta sopratutto nel cercare di convocare, ascoltare, coordinare e concretizzare i vari contributi che tanti educatori e catechisti portano "dalla periferia al centro", nel tentativo di ri-unire per camminare insieme.
Meno azione, più vangelo
Il desiderio di mettere a contatto diretto i giovani con la realtà della missione ha portato a formulare, già da tempo, un percorso chiamato "gruppo mese", che negli ultimi anni si è arricchito e sempre più qualificato.
Gli ingredienti dell'incontro, che si svolge nell'ultimo weekend di ogni mese, sono la fraternità e la vita comune nel condividere i pasti, il luogo di pernottamento e i momenti di gioco o divertimento, la preghiera e la Messa insieme. Per la formazione e la riflessione siamo aiutati da "esperti" su temi specifici quali globalizzazione, intercultura, missione, confronto con la Parola di Dio. La proposta si completa con la possibilità di trascorrere un mese in una missione, ospiti di un missionario originario della diocesi.
È una piccola goccia per contribuire a formare sempre più la mentalità missionaria delle nostre comunità spesso ancora troppo chiuse, molto organizzatrici e poco evangelizzatrici.








