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Nel 1884, in una lettera inviata da Roma ai propri confratelli, don Bosco esortava gli educatori all'amorevolezza e alla familiarità con i ragazzi, con queste parole: "Chi sa di essere amato, ama; e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani".

Mescolarsi ai giovani, infatti, cimentandosi nel loro slang e prendendo parte ai loro divertimenti, nell'era di internet e dei social network appare, talvolta, l'unico metodo possibile per condividerne i sogni, scrutarne le ansie e i timori, scoprirne le innumerevoli potenzialità.

Aprire e arricchire gli orizzonti

Con questo spirito, da quasi due lustri, l'équipe per la pastorale giovanile della forania Calvanico-Baronissi-Pellezzano è impegnata anche nella formazione umana e nell'organizzazione di eventi aggregativi per coinvolgere i giovani della valle dell'Irno.

L'idea originaria, promossa con carisma e tenacia da don Antonio Romano - attualmente sacerdote fidei donum in Congo - era quella di creare nella forania un gruppo di lavoro permanente, composto da animatori parrocchiali. Questi avrebbero coinvolto gli adolescenti delle singole comunità in un cammino comune, aperto anche alla realtà diocesana e ai vari movimenti religiosi attivi sul territorio.

L'obiettivo, insomma, era quello di schiudere gli orizzonti dei ragazzi, in un'ottica inter-parrocchiale; senza sostituirsi alle singole comunità ma arricchendone la programmazione pastorale con eventi periodici bimestrali o trimestrali.

Una sfida ambiziosa

Attualmente, la forania organizza appuntamenti annuali fissi. Non mancano i pomeriggi di sport, le escursioni e le serate di sano divertimento. Le iniziative proposte hanno contribuito a creare legami forti e autentici tra i ragazzi delle varie parrocchie; al punto che spesso i giovani di una comunità partecipano - anche singolarmente - ad attività di un altro gruppo parrocchiale, in una sorta di inter-scambio che arricchisce tutti.

In tale prospettiva, per l'anno pastorale in corso, è stato avviato il progetto del catechismo foraniale per i giovanissimi. Il progetto prevede, due volte l'anno, un sabato pomeriggio di formazione e aggregazione, comune a tutte le realtà giovanili, con celebrazione della santa Messa e una festa conclusiva.

Sinora sono stati coinvolti circa cinquanta adolescenti da otto parrocchie della valle dell'Irno. La risposta, insomma è stata positiva. Ma la sfida per il futuro è ben più ambiziosa: responsabilizzare i giovani interessati, stimolandoli all'impegno concreto per gli altri, ciascuno secondo le proprie capacità.



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