Missionario, chimico dello spirito, P. Piero Sartorio
Con p. Piero Sartorio ho viaggiato nel 1981 da Kitutu a Shabunda, quando i ponti, che separano le due parrocchie, erano ancora in piedi. Siamo partiti in Landrover alle quattro del mattino per arrivare a destinazione con la pioggia, alle 23. Il viaggio era di circa 300 chilometri.
I giovani lo ammiravano
Lo scopo era visitare la comunità saveriana della parrocchia più lontana e più estesa della regione. L'occasione era unica per un viaggio in compagnia di p. Piero, allora nostro superiore. Non avevo mai avuto la possibilità di incontrarlo prima. Nelle numerose ore di strada abbiamo parlato, raccontato, scambiato opinioni e pregato. È nata così una stima reciproca.
Dietro le lenti dei suoi occhiali, p. Piero guardava la persona che incontrava con simpatia, voleva bene, entrava in relazione, faceva domande, ascoltava e commentava, proponeva prospettive di fede. Aveva contatti con tante persone, soprattutto con i giovani. Li ospitava e li introduceva al vero senso della vita, della vocazione, delle cose. I giovani lo ammiravano, erano attirati dal suo esempio e lo seguivano negli incontri di formazione.
L'amore per i detenuti
Era laureato in chimica e amava la natura. Era contemplativo, ammirava gli alberi e i fiori, il cielo e gli uccelli, la musica e i cori, l'arte e la pittura... Gustava la frutta e il cibo saporito. Sapeva condividere e affascinare. Le persone sensibili e sincere si affezionavano a lui.
Non sopportava, invece, la durezza del cuore umano. Padre Piero aveva grande sensibilità e profondo amore per i detenuti. Li visitava nelle pessime condizioni delle carceri congolesi. Andavo con lui, qualche volta, nel mio soggiorno a Goma; entravo in quei luoghi disumani, dove l'aria era puzzolente e irrespirabile, e dove il caldo era insopportabile. Con coraggio, p. Piero intraprendeva iniziative per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani nelle prigioni. Le sue richieste non sempre erano accolte volentieri e, il più delle volte, ricevevano solo promesse vaghe.








