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Il vero, il bello e il buono: I campi estivi in Sardegna

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La missione del cuore è una sola per i "mission boys", per le "ragazze sprint", per i giovani, gli adulti e gli anziani. Tutti vogliamo riuscire nella vita, cercando il vero, il bello e il buono che ci riempie le giornate. Un desiderio che si infrange, se non incontriamo le persone giuste, la guida giusta, il Maestro giusto. Le scelte belle della vita costano, ma alla lunga portano frutti per gli altri e soddisfazioni per noi, procurando fascino ed entusiasmo.

Un campetto carico di...

Quando viviamo il vero, il bello e il buono, allora irradiamo attorno noi amore e verità, bellezza e bontà. Possiamo iniziare un cammino di felicità che produce gioia, perché la missione del cuore è una sola. Perciò mettiamoci in gioco, tra prove e sofferenze, per sviluppare le doti e le grazie che Dio ha posto in noi per servire gli altri.

Nella vita si può correre il rischio di amare solo a parole e può capitare qualche volta di perdersi, sedotti da apparenze ingannevoli. Ma anche un avvenimento negativo può diventare un'occasione per ritrovare se stessi. Il cammino della vita cambia le persone e mette in discussione una parte di noi per migliorare.

I vari "campetti estivi" - così li definisce p. Roby - sono stati un breve ma intenso percorso di formazione, di incontro e gioco, di preghiera e riflessione, di condivisione e impegno. Lo scopo era aiutare ciascuno a crescere nella conoscenza di se stesso, affrontando i problemi della vita, concretizzando l'amore verso gli altri con il servizio, alimentando la nostra fede in Gesù.

L'esperienza del dono

Abbiamo imparato che vivere con gli altri e per gli altri è l'aspetto principale della vita. Il cammino di formazione dei campi estivi aiuta a "capire gli altri" anche attraverso il gioco, le passeggiate, gli incontri; abitua a far trovare l'amico autentico, scoprendo chi ci sta accanto, il suo mondo, i suoi problemi.

Abbiamo imparato che la realizzazione di sé avviene attraverso tanti piccoli gesti concreti che esprimono grandi valori. Ci siamo abituati alle regole della vita di gruppo attraverso il servizio a tavola, il rispetto degli altri e delle cose, l'osservanza degli orari e l'uso limitato del cellulare.

Abbiamo fatto l'esperienza dell'amore come dono e senso della nostra vita. La visita agli anziani di alcune comunità, il servizio ai malati e ai disabili a Macomer, Borore e Flumini di Quartu, il dialogo con i ragazzi della comunità "La collina" di don Ettore Cannavera a Serdiana (CA), ci fanno capire cosa sia la missione nel nostro territorio e ci fanno conoscere i diversi problemi delle persone che ci stanno attorno.

Il dono di Alessandra

L'incontro con Cristo ha svelato il mistero della nostra vita attraverso i momenti di preghiera, scanditi dalla lettura comunitaria, dalla meditazione della Parola di Dio, dalla Messa domenicale, dalla preghiera giornaliera, per educare la nostra intelligenza a scoprire le ragioni dell'amicizia con Gesù, Maestro di vita e Salvatore dell'uomo.

La morte improvvisa della sedicenne Alessandra Monne di Galtellì, avvenuta 15 giorni dopo la sua partecipazione al campo estivo di fine giugno, ci ha fatto capire che l'esperienza dell'Assoluto ha il suo vertice quando l'uomo si trova di fronte a Dio. Il dono degli organi della cara Alessandra ci ricorda che si seppelliscono solo i nostri resti mortali, mentre lo spirito della vita continua con l'amore donato.

La semina e il raccolto

Alcuni animatori hanno parlato delle scelte della loro vita. Durante la veglia al monte di sant'Antonio, Alberto ha annunciato che inizierà il cammino di formazione missionaria presso la comunità saveriana di Ancona. Vincenzo e Anna sono stati acclamati per l'annuncio del loro matrimonio, celebrato il 3 ottobre. E gioiamo anche per la scelta di altri animatori, decisi a far parte della famiglia saveriana diventando "laici saveriani".

Davvero la "missione è una sola". A noi il compito urgente di continuare a seminare; lasciamo a Dio il compito di raccogliere!



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