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Cos’è il Natale per i giovani? Come viene da loro vissuto? Erano le domande poste ad alcuni giovani della Pastorale Giovanile di Desio, domenica 20 dicembre 2020. Riporto qui la sintesi delle risposte che emergono dai giovani, rispetto a queste domande.

La prima, condivisa da quasi tutti i giovani, è che il Natale è inteso come la festività più dolce e ricca di poesia che si possa immaginare. Così, nell’attesa del Natale, nella mente di tanti giovani circolano molti progetti che riguardano la festività: i programmi natalizi, i regali, le prenotazioni alberghiere, gli alberi da allestire, di quanto si spenderà in doni e pranzi. Peccato che nel 2020 tutte queste cose non si siano potute fare a causa del Covid-19, sottolineano. L’accento viene messo anzitutto sugli aspetti esterni e consumistici. Così, il Natale viene vissuto come un grande business. Da questo, notiamo che nella maggioranza dei nostri giovani, oggi, si sta perdendo l’idea del Natale come festa cristiana, perché sta assumendo un significato di tipo consumistico, basato sul guadagno e sugli interessi. Così, per un numero importante di ragazzi, il Natale diventa la festa più importante nella loro vita cristiana, dimenticando completamente che per noi cristiani la festa più importante è la Pasqua. È da essa infatti che nasce la nostra fede cristiana.

Tuttavia, alcuni giovani mi hanno sorpreso parlandomi del Natale come di una grande festa, perché facciamo memoria della nascita di Gesù, luce e speranza degli uomini. Questo gruppo di giovani vorrebbe tornare a vivere un Natale più vero e autentico, libero da tutte le connotazioni consumistiche. Un Natale che va in sintonia con lo spirito cristiano, un Natale che dà più speranza all’uomo, soprattutto in questo tempo nel quale siamo avvolti dal terrore di questa brutta pandemia.
Così inteso, il Natale diventa luce e speranza, perché viene vissuto nella condivisione e nella consolazione. In questo senso, il Natale potrebbe spingere i giovani ad operare scelte di vita più significative, partecipando alle attività che testimoniano di più la vita cristiana.

Si potrebbe scegliere di vivere il Natale in particolari contesti di servizio e di carità verso i poveri o in propri percorsi spirituali. La nascita di Gesù Cristo che illumina il mondo, che giaceva nelle tenebre dell’odio e dell’indifferenza, dovrebbe anche oggi illuminare il nostro cuore, troppo spesso avvolto dal sentimento di odio, spingendolo ad abbracciare uno stile di vita più attento alle persone che si trovano ai margini della sociètà. I giovani dovrebbero essere portatori di questa luce.
Non possiamo mai dimenticare che il Natale ci ricorda un Dio che entra nella storia umana nella persona del suo figlio unigenito Gesù Cristo.



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