Ma dove le hai prese?
Caro direttore, è arrivato “Missionari Saveriani” di febbraio e l'ho letto tutto d'un fiato, a cominciare dalle bellissime pagine centrali. Dove le hai prese le informazioni sul Saverio in Italia? Io ne conoscevo soltanto due o tre... Non so a chi dare la colpa. Il biografo Schurhammer non diceva niente, eccetto che era partito da Roma per recarsi in Portogallo e poi nelle Indie. La formula che hai scelto per comporre il paginone è la più bella che esista. Fanne anche altri di paginoni così.
Savino , via E-mail.
Attraverso il giornale “Missionari Saveriani” ho avuto modo di conoscere la grande santità del Saverio. È interessantissimo questo piccolo giornale, ma grande nel contenuto. Ho davanti a me il calendario 2006 per l'Anno Saveriano. Ci sono tante notizie su di lui, ma gradirei sapere di più di questo grande missionario.
Maria , Furore (SA).
Riguardo a “Francesco Saverio pellegrino in Italia”, ritengo più credibile la notizia che egli abbia celebrato la sua prima Messa a Padova nella chiesa di Sant'Andrea, all'altare laterale di destra. A ricordare il fatto c'è sopra l'altare un'antica tela raffigurante il santo. Spero che qualche saveriano, interessato alla vita del Saverio, voglia verificare ricercando precise informazioni.
Gae , via E-mail.
Carissimi,
a giudicare dalle numerose lettere giunte, devo dire che il livello di interesse, ammirazione e devozione per san Francesco Saverio è molto alto. Una cosa bella e commovente. Anche in questo mese abbiamo cercato di dare altre notizie sul Saverio: come viene ricordato e celebrato in varie parti del mondo, dalla Spagna all'Italia, dal Messico alla Sierra Leone... Ogni mese, padre Alfiero e p. Fabrizio parlano di lui. E continueremo a farlo, perché aumenti in noi non solo l'ammirazione, ma anche il desiderio di imitare il suo zelo missionario e la sua profonda spiritualità evangelica.
Venendo alla questione di Padova, dove il Saverio ha sostato una notte, non ho dubbio che abbia celebrato Messa in Sant'Andrea. Ma i più sostengono che il santo abbia celebrato la “prima” Messa proprio a Vicenza, insieme agli altri “compagni di Gesù”. Il dipinto di Padova è comunque interessante: ritrae il Saverio che restituisce alla vita un bambino indiano; è opera del pittore Natale Planck, della metà del secolo XVII.
Come saveriani, il Saverio ci interessa in modo particolare, poiché ci è stato dato per modello ispiratore dal beato Conforti. Anche per me, è stato piacevole rincorrere il giovane Saverio per le vie dell'Italia, in cerca di notizie “documentate”.
Proprio nel “periodo italiano”, il Saverio ha consolidato la sua spiritualità, il suo metodo pastorale e la sua vocazione:
disposto ad andare dovunque ci fosse più urgente bisogno di predicare il vangelo e servire i più bisognosi.
p. Marcello, sx.








