Gesù è proprio uno di noi
Il periodo estivo è caratterizzato da tante attività che vari gruppi e parrocchie organizzano come occasione di socializzazione, formazione e svago per i ragazzi e i giovani.
La nostra casa è sempre aperta e disponibile per accogliere i gruppi che chiedono ospitalità; e spesso noi saveriani accompagniamo i cammini con testimonianze di vita missionaria e nelle celebrazioni liturgiche. Un gruppo di giovani di Gallico (RC), dove i saveriani lavorano, hanno trascorso alcuni giorni nella nostra casa di Taranto agli inizi di giugno. Ci raccontano l'esperienza fatta.
p. Piero Pierobon, sx.
Il pomeriggio di venerdì 3 giugno il pulmino che da Gallico ci doveva portare fino a Taranto ha fatto scalo davanti alle nostre case suonando il clacson a più non posso: è iniziato così il nostro week-end. C'erano tanta allegria e anche euforia, perché molti di noi non avevano mai vissuto un'esperienza simile. Eravamo pronti ad accogliere tutto ciò che ci sarebbe stato offerto, pronti a incontrare e conoscere più da vicino la vita del Conforti e la vita dei saveriani che vivono lontano dal nostro paese.
Padre Piero, p. Angelo e tutti i saveriani di Lama ci hanno accolti calorosamente facendoci sentire parte di una grande famiglia. Ho intervistato alcuni protagonisti, che raccontano l'avventura.
Carmen, com'è stata la prima sera?
Devo dire che mi sono sentita subito a casa, grazie alla simpatia di p. Piero e alle battute di p. Angelo. Ero stanchissima, ma appena ci siamo seduti intorno al tavolo si è azzerato tutto ed è stato bello ridere e scherzare insieme. Ho apprezzato tanto il momento in cui ci siamo presentati: sono bastate poche parole e un canto per descriverci; ho sentito che ero pronta per vivere un'esperienza nuova, entusiasmante e che probabilmente mi avrebbe cambiato.
Com'è stato il risveglio, Luca e Fabio?
Beh, forse non possiamo parlare proprio di risveglio, visto che non abbiamo chiuso occhio a causa dei nostri amici "russatori"! Nonostante questo, la colazione fatta insieme ci ha dato la carica per affrontare la mattinata. Quando ci siamo ritrovati nella piccola e accogliente chiesa della casa (anche molto fresca, visto il caldo torrido di quei giorni!), il "Cristo sorridente" di Xavier ci ha dato il "buongiorno" e il suono del bongo e della chitarra ci hanno svegliato. Ci sentivamo felici, uniti e curiosi per quello che ci aspettava.
Maria, cosa pensi del vangelo letto?
Tra gli incontri del vangelo di cui abbiamo parlato - Gesù con Zaccheo, con la donna adultera, con Simon Pietro -, quello che mi ha colpito di più è stato il dialogo tra Gesù e Pietro. In particolare mi ha colpito la domanda che Gesù gli ha posto: "Simone, mi ami?". Pietro nella sua risposta non ha utilizzato la parola amore, ma un semplice "ti voglio bene". Allora Gesù, quasi per fare un passo adatto a Pietro, ha cambiato la sua domanda chiedendogli semplicemente: "Pietro, mi vuoi bene?".
Io credo che Gesù ci stia accanto. Poi sta a noi lasciarci amare da lui per quello che siamo; sta a noi seguire il suo esempio, avendo il suo stesso coraggio.
Ylenia, cosa dici del film "Genio ribelle"?
Per me è stato un momento molto emozionante: mi ha portato a una riflessione profonda su me stessa e su noi giovani. Il film aveva per protagonista un ragazzo che, nonostante avesse letto tante cose e possedesse una vasta conoscenza, non riusciva però a provare sentimenti e a lasciarsi coinvolgere. Forse un po' tutti attraversiamo momenti del genere e un po' tutti pensiamo di essere "solo dei ragazzi".
L'importante è non aver paura di vivere le emozioni, siano esse positive o negative; l'importante è rischiare e vivere.
D'altronde, parafrasando una frase del film, mi sono detta: che senso ha conoscere perfettamente l'architettura della cappella Sistina senza aver mai alzato gli occhi su quella volta dipinta e averne mai sentito l'odore?








