Così ricordo p. Livio Salvetti
Avevo scritto a p. Marcello Storgato, già direttore di “Missionari Saveriani” e missionario in Bangladesh, perché mi mandasse un ricordo di p. Livio Salvetti, salito al cielo il 4 dicembre 2023. È passato del tempo, ma poi il suo contributo è arrivato. In questa sintesi, si intuisce la figura del missionario completamente preso dall’amore per il Signore e per le anime a lui affidate.
P. Salvetti era puntuale alla Messa che celebrava con le suore del Pime, presso la cappella del loro Centro di cura per la Lebbra. Diceva: “Sono stato il primo a celerare la Messa qui dal 2 novembre 1991; da allora sono sempre venuto ogni giorno”. Ha continuato a concelebrare anche quando ha voluto che presiedessi io con una breve omelia, che per lui era comunque troppo lunga e cominciava a borbottare ad alta voce.
A volte invitavo Livio a fare la prima colazione. Rispondeva: “No, prima la Messa, poi colazione. Non si può interrompere il digiuno Eucaristico prima della Messa!”. Su queste norme era severo.
Era fedele alla recita quotidiana del santo Rosario, passeggiando nel parco o visitando il cimitero saveriano a ovest della Domus di Khulna e benedicendo le tombe dei nostri defunti, una ad una, recitando un Requiem. Era felice quando un confratello veniva a trovarlo e passava un po’ di tempo con lui o gli proponeva la recita del Rosario, facendo avanti e indietro per la lunga veranda della casa. Ultimamente richiamava il compagno di preghiera alla recita del “Gloria Patri” dopo appena 4 o 5 “Ave Maria” e borbottava se l’altro non accoglieva la proposta di abbreviare continuando fino alle 10 prescritte.
Sul Canale TV di “Rai Italia”, la domenica pomeriggio trasmettono l’Angelus del Papa da Piazza San Pietro, preceduto da una breve omelia. Quando lo chiamavo, Livio saliva i gradini in fretta e ascoltava con attenzione, facendo brevi commenti. Soprattutto era entusiasta di vedere tanta gente in Piazza.
Alla recita dei Vespri era puntualissimo, anzi in anticipo. Voleva che si iniziasse subito, non calcolando che altri confratelli stavano arrivando. Dopo cena, invitavo Livio a salire in sala TV per stare un po’ con i confratelli a vedere il notiziario, ma si stancava subito; si alzava e usciva esclamando: “Non c’è niente d’interessante”. Interessante per lui erano il calcio e i concerti di musica classica. Se trasmettevano l’Inno Nazionale o un concerto, allora si alzava in piedi e cominciava lui a dirigere e cantare: si trasfigurava...
La Cappella si trovava appena scesi dalle scale. Aprivo la porta e con p. Livio sostavo sulla soglia. Livio faceva la genuflessione, poi, a turno, facevamo “un saluto a Gesù”. Con parole spontanee e sincere, che uscivano dal cuore: per ringraziare, chiedere perdono ed avere una notte tranquilla.
Il mattino di lunedì 6 novembre 2023, alla Domus Saveriana di Khulna, insieme al vescovo Romen, ai presbiteri e alla presenza di un bel gruppo di giovani, abbiamo festeggiato san Guido Conforti, nostro Fondatore e Padre. Per l’occasione, ho accompagnato in carrozzella p. Livio dalla sua stanza fino al cancelletto d’entrata, percorrendo tutta la veranda. Da qui, ci siamo uniti ai confratelli nella santa Messa.
Con Gesù nel cuore, mentre l’assemblea cantava “Camminando per la strada...”, abbiamo ripercorso la veranda fino alla sua stanza che fino a qualche tempo prima lasciava volentieri per una visita al cimitero saveriano, per godere la visione dei fiori e degli ortaggi in giardino, o puntare lo sguardo in alto, sui colombi che svolazzano liberamente attorno al serbatoio d’acqua.
Da quel giorno, p. Livio ha trascorso la sua giornata in stanza, giorno e notte assistito da sr. Roberta, infermiera, la dottoressa del Pime e da tre giovani che l’avevano conosciuto fin da bambini. In questo ultimo tratto di viaggio, lo abbiamo raccomandato alla carissima mamma Teresa, di cui attendeva l’affettuoso abbraccio, e alla Vergine Maria che “prega per noi peccatori, ora e nell’ora della nostra morte. Amen”.







