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Il 21 gennaio, a Lenola, è salita al cielo Franca Marrocco Lo Stocco, mamma di p. Luigi, dopo 102 anni di vita. Avevamo pubblicato una sua intervista speciale in questa pagina nel 2019 (n° 7 e 8/2019). Ora, ecco il suo testamento spirituale, ancora più recente.  

Caro figlio mio, sento che il grande giorno sta per arrivare e vorrei poter mettere nelle tue mani queste mie ultime parole che, a guisa di mio testamento spirituale, vorrei che tu condividessi con amici, confratelli, tutti i membri della nostra famiglia e le tante amiche.
Caro figlio mio, in questo momento il mio pensiero va a Dio e alla nostra cara Madonna del Colle, che ho tanto amato e onorato. Sono loro che hanno dato forza e coraggio a me e a tuo padre Giovanni. Ci hanno aiutato a superare le avversità della vita, a vincere le mie titubanze quando tu mi dicesti che volevi essere presbitero e missionario. Quanto ho sofferto in quei momenti! Credevo di perdere mio figlio per sempre. La sera, quando salivo sul colle di Lenola e recitavo il Santo Rosario, soffermandomi dinnanzi all’icona di Maria, mentre riempivo quelle Ave Maria con sospiri e lacrime, avevo sempre una sola e unica richiesta: “Madre SS.ma, ti raccomando mio figlio Gino, non lasciarlo solo. Eccomi pronta a fare la volontà di Dio”.

Caro Figlio mio, alla soglia della mia eternità voglio affidare al mio Dio di misericordia e di perdono tutti coloro a cui ho voluto bene e con cui ho potuto condividere le mie pene e le mie gioie: i miei genitori, le mie sorelle, i miei fratelli, mio marito e il mio piccolo Romano, tuo fratello, che spero di riabbracciare ben presto. Non porto rancore per nessuno, sono in pace con tutti e spero di rivederli nell’altra vita.
Mio figlio carissimo, come non ricordare tutti i presbiteri della parrocchia di Lenola. Sono stati grandi apostoli e testimoni. Ci siamo conosciuti, incontrati, abbiamo condiviso le nostre opinioni, a volte anche molto diverse. A tutti ripeto il mio più sentito “grazie” per avermi aiutata nella mia maturazione cristiana di donna, sposa e madre.

Infine, affido a Te, o Signore, tutta la famiglia dei saveriani. Ho conosciuto tanti confratelli di mio figlio. Mi fa piacere metterli tutti sotto il tuo amoroso patrocinio. A Nizza Monferrato, Parma, Cremona, Piacenza, Roma, ho potuto incontrare persone straordinarie, veri apostoli. Nelle diverse comunità, ho sempre assaporato un bellissimo clima familiare. Ho conosciuto san Guido Conforti e me ne sono innamorata. Ogni sera, uno dei miei diversi rosari era per lui e per i saveriani. Al termine della mia vita, affido ancora una volta mio figlio Luigi che ha dovuto passare nella casa paterna un lungo periodo per curare i suoi anziani genitori… Grazie, figlio mio, per tutto ciò che hai fatto per me.

Eccomi, dunque, mio Dio. Voglio aggiungere due sole ultime parole: “perdonami e accoglimi”. Ora posso andare in pace. Ho amato Dio, ho servito Dio, ritorno da Dio.



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