Grazie ai saveriani di Taranto
Abbiamo festeggiato san Guido Conforti, il 5 novembre, con la comunità saveriana di Taranto. C’era con noi anche la saveriana Laura, della comunità di Cava de’ Tirreni (SA), una presenza gentile e gradita. Nella piccola e deliziosa cappella, p. Mario Gallia ci ha aiutato a riflettere su alcuni aspetti della vita consacrata, secondo il pensiero del nostro fondatore e di papa Francesco.
Tra magie e una… zanna
San Guido sottolineava la forza evangelizzatrice dei voti di povertà, castità e obbedienza per la missione, e la fragilità umana di chi sceglie di vivere la vita consacrata.
Egli era “uomo delle ripartenze”, capace di superare le tante difficoltà.
Papa Francesco avverte religiosi e sacerdoti di un pericolo: la “mondanità spirituale”, ovvero la preoccupazione eccessiva per le comodità personali, a scapito della dedizione totale a Dio e all’umanità.
La vigilia dopo cena, p. Claudio ci ha intrattenuto con vari trucchi di magia, sorprendendoci con le sue capacità. Ma il mago saveriano non è stato capace della magia che avremmo desiderato di più: diminuire la nostra notevole età! Dopo di lui, p. Angelo Berton ci ha insegnato la strategia sorprendente di superare tante dogane, riuscendo a portare, dall’Africa fino a Parma, una zanna d’elefante. Beato lui…; a noi certe cose non riescono!
La preghiera è missione
Il mattino del 5 novembre siamo andati a visitare il museo archeologico di Taranto, dove sono custoditi i reperti delle necropoli della Magna Grecia, scoperte in diverse parti della città. Poi abbiamo celebrato Messa, presieduta da p. Carmelo Sanfelice, superiore della comunità di Taranto. Anche lui del nostro fondatore ha ricordato la fermezza, soprattutto in occasione dei contrasti tra gli abitanti dell’Oltretorrente e le bande guidate da Italo Balbo a Parma. Grazie all’intervento di san Guido, lo stesso Balbo prese la decisione di non far avanzare le sue truppe.
Durante la Messa, sono state citate le parole di un superiore generale dei saveriani che, rivolgendosi ai giovani aspiranti missionari, aveva detto:
“Ricordatevi che oggi avete un futuro davanti e quindi la vita vi sorride; ma verrà un giorno in cui, malati o in età avanzata, dovrete chiedervi: «Sono convinto che un’ora di preghiera è un’ora di missione, e un’ora di dolore è un’ora di missione?». Senza questa convinzione, vi sentirete frustrati e inutili”.
Felici d’incontrarci
Ci ha fatto molto piacere vedere i nostri confratelli di Taranto che, nonostante l’età e gli acciacchi, sono ancora vivaci e capaci di rendersi utili con tante belle iniziative, in una chiesa e in una città che li stima e apprezza.
Il prossimo anno toccherà a noi ospitare i saveriani di Taranto, e speriamo di essere all’altezza di chi ci ha accolto.








