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Al Natale 2020 noi, della comunità saveriana di Salerno, abbiamo ricevuto tantissime cartoline di auguri natalizi. C’è che arriva prima o dopo Natale; che arriva da lontano dal Brasile (p. Ulisse) o da Taiwan (p. Fabrizio) però anche da vicino di casa (laici saveriani, suore saveriane, qualche amico); che arriva via posta elettronica o via posta classica addirittura qualcuno l’ha portato a mano; qualche cartolina è scritta a mano e gli altri con il computer.

Vi propongo qualche bel messaggio scritto su questi auguri:

“Nella nostra situazione, forse di rabbia e di stanchezza, Gesù nasce ed è germoglio di Buona notizia, di speranza, di sogno, di futuro” scritta dai saveriani nella comunità di Vicenza.

“Nella festa di Natale celebriamo il Signore che, ancora una volta, si fa vicino a ogni uomo e donna di oggi. Come cristiani, discepoli di Gesù, ci auguriamo di essere il volto di Dio per tutte le persone che incontriamo, perché tutti possano sperimentare la vicinanza di Colui che ha voluto essere l’Emmanuele, il Dio-con-noi”, scritta dai confratelli saveriani nella comunità di Desio.

“Vieni, Spirito Santo! Mostraci La tua bellezza riflessa in tutti i popoli della terra, per scoprire che tutti sono importanti, che tutti sono necessari, che sono volti differenti della stessa umanità amata da Dio” augurata da p. Rosario Giannattasio, regionale dei saveriani d’Italia.

“Auguri di Buon Natale, finalmente Dio veramente si abbassa, annuncia discretamente la fine del suo ‘distanziamento’ tra il cielo e la terra, tra il divino e l’umano. Un Dio che si toglie la maschera che velava il suo Volto, per poter nascere nelle nostre braccia per rimuovere le nostre ‘maschere’, perché il suo volto possa specchiarsi in quello di ognuno di noi”, scritto da Agostino, campo Rom, Coltano.

Queste cartoline hanno fatto un viaggio lungo o corto che sia, però sono partite solo da una sorgente: farsi dono.

Siamo grati di essere stati destinatari dei vostri doni e ci sentiamo provocati a essere dono di farsi dono agli altri. Ce lo ribadisce fortemente Papa Francesco quando parla “Gesù non ha cambiato la storia forzando qualcuno o a forza di parole, ma col dono della sua vita”.

Il dono più bello è amare, senza interessi e senza riserve. Amare come farebbe Gesù Bambino, sceso sulla Terra per ricordarci che siamo tutti fratelli”, ha scritto una volta Santa Madre Teresa di Calcutta.

All’Epifania scopriamo non solo i doni (oro, incenso e mirra) regalati a Gesù Bambino dai tre magi ma celebriamo il Dono, cioè “Dio che non ascende, ma discende continuamente, perché vuole farsi prossimo. Mi ama così tanto che vuole farsi come me”, don Tonino Bello. Questa è la bella notizia che Dio mi ama così tanto, così tanto, da donarsi tutto a me. Si fa simile a me”.

Un dono è dono quando il primo dono sei tu!


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