Entusiasmo
Il brano del vangelo di oggi è la continuazione di quello di domenica scorsa. Siamo ancora nella sinagoga, nel villaggio di Nazareth, dove Gesù è cresciuto e dove è tornato all'inizio della sua predicazione.
Partecipando al culto del sabato, Gesù legge il capitolo 61 del profeta Isaia.
Il suo commento si riduce a una semplice frase "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli danno testimonianza. Tutti sono meravigliati delle parole di grazia che escono dalla sua Bocca. La gente sentiva con piacere quello che Gesù diceva.
L’ammirazione positiva si trasforma in un attimo in sentimenti di opposizione. Un vero paradosso. Da un lato c’è lo stupore, c’è il riconoscimento. In Gesù c’è qualcosa di speciale. Le sue parole hanno una autorità unica. Ma invece di interrogarsi, invece di mettersi in discussione, invece di aprirsi alla novità di Gesù, i paesani si chiudono nell’egoismo della loro sinagoga, nel piccolo villaggio e nelle vecchie attese di un messia politico e liberatore dal dominio romano.
Rabbia, scetticismo, invidia
+ “Non è costui il figlio di Giuseppe? " Non è costui il figlio della cultura e della loro Tradizione ebraica? Non è costui un abitante di Nazareth? Lo conosciamo bene. Che resti con noi e faccia miracoli per noi?! Sia a nostro servizio.
Gesù al contrario parla di amore per coloro che non sono ebrei e di un anno di grazia per gli oppressi e gli oppressori. E’ venuto come un fratello universale e la sua missione non si ferma solo nel villaggio di Nazareth, ma opererà seguendo i profeti Elia ed Eliseo, che hanno favorito gli stranieri. Elia ha aiutato la vedova di Sarepta ed Eliseo ha guarito il siriano Naamàn. Gesù è venuto per tutti, fratello di tutti.
Per i presenti alla liturgia del sabato è troppo. Gesù va contro la loro tradizione e per questo hanno una reazione furiosa e violenta: si alzarono, gli gridano contro, lo spingono fuori dalla sinagoga, lo conducono su una scarpata della collina e tentano di gettarlo nel burrone. Rabbia, scetticismo, invidia. Ma Egli, passando in mezzo a loro, se ne va per la sua strada.
I paesani di Gesù si rivelano incapaci di scoprire la venuta del messia nella persona di Gesù, figlio di Giuseppe, che vive in mezzo a loro, e si rivelano incapaci di aprirsi alla sua missione universale e lo vogliono accaparrare per loro vantaggio tribale.
Gesù, profeta scomodo
+ Gesù invece è fedele alla sua missione, se ne va per la sua strada, annuncia la verità di Dio, si sente inviato a tutti gli uomini senza distinzione: denuncia egoismi, chiusure, mancanze di fede, domanda cambiamenti di mentalità e di vita. Non si chiude nella sinagoga di Nazaret, non si sente a servizio solamente del villaggio di Nazaret, ma allarga decisamente gli orizzonti come ha fatto Elia e Eliseo. La sua casa è il mondo. Nel mondo ci sono tante situazioni di povertà spirituale e materiale; ci sono tante violenze e ingiustizie che feriscono; ci sono tante oscurità e tanta ignoranza. Gesù non può essere indifferente, la sua azione e il suo insegnamento sono per tutti. Gesù è Messia di tutti. È profeta scomodo. Il suo insegnamento è diverso da quello degli altri maestri. In Gesù c’è di più. Che cosa? C’è l’unzione dello Spirito Santo. Nella fedeltà alla Parola, egli va contro la chiusura egoista della sua gente, va contro la loro incapacità di lasciarsi interrogare e invita i suoi all’accoglienza del grande progetto universale di Dio.
Noi Profeti dell’oggi
Domenica scorsa Papa Francesco invitava a non fare omelie astratte e lontane, ma annunci semplici sull’oggi, quelli che toccano l’anima e la vita della gente.
Nel nostro contesto italiano, da tempo ormai assistiamo al quotidiano imbarbarimento del vivere civile, a un clima perenne di polemica, di cattiveria e di rabbia, di divisione anche tra quelli che sono cristiani, di stanchezza per la pandemia… Alcuni fenomeni sono allarmanti: dall’evasione fiscale alla corruzione, dal razzismo al rifiuto degli immigrati, dall’omofobia alla violenza contro le donne, dal bullismo all’osservanza delle regole elementari del vivere civile…
Ci sentiamo disorientati di fronte all’evoluzione di questo stato di cose. Non mancano i profeti nei nostri giorni per la buona notizia del Vangelo: da papa Francesco per una chiesa sinodale a don Ciotti contro la mafia, a Ernesto Olivero a Torino per i giovani… Nel passato recente non sono mancati profeti: don Milani, don Mazzolari, don Tonino Bello, Giorgio la Pira…
I profeti sanno guardare oltre e scorgono la novità che Dio sta preparando per l’umanità. Non solo profeti ma anche amanti, quelli che sanno amare, quelli che vogliono il bene per i fratelli tutti. Le lamentazioni dei nostalgici del passato non servono a nulla possono ostacolare la profezia, ma non bloccarla, "Non puoi fermare il vento, gli fai solo perdere tempo." (F. De Andrè)
Lo spirito del Signore continua ad essere ancora sopra di noi e per questo ci manda a potare ai poveri il lieto annuncio, a liberare, a dare la vista, a proclamare l’anno di grazia. Non facciamo perdere tempo al vento di Dio! Ma è il tempo di riconoscere i profeti e di ascoltarli.
È tempo anche per noi di vivere da profeti coltivando visioni e sogni di futuro per il bene comune e per i giovani di oggi.
Vicenza, 30 gennaio ’22
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






