CONVEGNO 2005 - TAVOLA ROTONDA
Dalla relazione del professor Sullivan avevo tratto l’impressione che l’atteggiamento di quelli che studiavano le religioni nell’800 fosse inconsciamente proiettivo di un criterio biblico di superiorità spirituale nostra e quindi anche della nostra laicità positivista nei confronti delle altre credenze.
Questo per dire che in realtà laicità e religiosità hanno un ceppo comune.
Al riguardo mi rifaccio a un bellissimo passo di Giacomo Leopardi, che nel 1821 scriveva nello Zibaldone: “La metafisica che va dietro alle ragioni occulte delle cose, che esamina la natura, le nostre immaginazioni, le idee, ecc., lo spirito profondo e filosofico e ragionatore sono i fatti dell’incredulità. Ora queste cose furono massivamente propagate dalla religione giudaica e…
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