Poi esiste quella che forse amo di più, la laicità talmudica. Io considero sostanzialmente laica e antifondamentalista l'idea che la Scrittura sia da interpretare, non sia direttamente comprensibile in sé e molte possano essere le sue interpretazioni. Questa mi sembra la sequenza laica per eccellenza: Dio ha detto, Mosè ha trascritto quello che ha capito, noi leggiamo quello che Mosè ha scritto e tramandiamo quello che capiamo con parole nostre di cui chissà che cosa capiranno le generazioni future.
Esiste uno scarto fondamentale fra quello che è all'origine della Parola e la nostra ricezione, uno scarto che si moltiplica nel tempo.
Molti midrashim lo spiegano brillantemente e uno molto famoso dice: Mosè vide Dio che stava mettendo dei segni sopra le lettere della Torah e gli chiese…
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