Zaino in spalla!
Ci ha scritto mons. Paolo Andreolli, saveriano, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Belem in Amazzonia. Originario di Cagnano di Pojana Maggiore, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 15 aprile 2023. Da due anni è in piena attività pastorale con semplicità e capacità di incontro con la popolazione. Nella lettera racconta le visite pastorali, senza paura delle grandi distanze e l’attenzione particolare ai giovani, tentati dai trafficanti di droga e dai mali della periferia della grande città.
Care amiche e cari amici di “Missionari Saveriani”, sono già a quasi due anni di vescovo qui in Brasile e il tempo vola. Da un lato, vi dico che va tutto bene, dall’altro che la vita è cambiata molto. Però, sono molto contento di questa nuova missione. Visito sempre i Saveriani, sia quelli della domus (la casa regionale qui a Belém) sia nel seminario (Ananindeua - 20 Km da Belém).
Vi racconto un po’ di questo 2025. L’anno è cominciato alla grande con una missione nello stato diocesi di Macapa. L’idea è nata dal desiderio di dare continuità alla missione giovani realizzata l’anno scorso. Il vescovo Antonio (che lavora con me a Belém) doveva accompagnarmi ma, neanche farlo apposta, è stato nominato vescovo proprio di quella diocesi per cui sono andato solamente con un seminarista e un candidato a diacono. Abbiamo chiamato questa missione “Zaino in spalla”, per il fatto che siamo realmente andati da una missione all’altra per 8 giorni.
Il primo giorno ho preso l’aereo da Belém a Macapà, 45 minuti di volo. Lì sono rimasto due giorni: ho celebrato alcune messe, riunito i giovani e le persone più sensibili alla missione. Vi dirò che in tutte le parrocchie ho trovato grande sostegno. Il centro della riflessione era il battesimo ricevuto, con la missione di annunciare la bella notizia del Vangelo a tutti, per cui non possiamo delegare solamente alcuni. Ricordavamo come nel giorno del battesimo siamo stati unti dello stesso “crisma” che ci fa partecipi di Gesù: prete, re e profeta. Abbiamo ricevuto la missione di partecipare della sua missione e di testimoniare la misericordia e l’amore di Dio a tutti. L’olio profumato si deve sentire e deve ispirare altri ad avvicinarsi a Gesù. Nel giorno del battesimo abbiamo ricevuto anche una candela per illuminare della stessa luce di Gesù tutte le persone. Chi si lascia accendere da Gesù, deve consumarsi per lui come fa un genitore con i figli.
La missione ci ha portati nello Oiapochi, a 800 chilometri dalla capitale. Da lì siamo ritornati di parrocchia in parrocchia (otto!) fino ad arrivare di nuovo a Macapa. Ovunque siamo stati accolti a braccia aperte. Abbiamo realizzato una formazione di 2 ore, celebrato una messa e concluso con una cena condivisa con tutti. È stata una bella occasione per annunciare l’arrivo del nuovo vescovo, don Antonio.
L’anno è continuato con tre ritiri spirituali realizzati per il clero di Belém: 110 padri in tutto. Subito dopo ho predicato un ritiro al clero di una diocesi vicina. Abbiamo poi riunito 800 persone tra i coordinatori di Belém per formarli sulla campagna della fraternità che caratterizza il tempo di quaresima. Ogni parrocchia organizza gruppetti di persone che vanno nelle case a pregare e riflettere con un libretto sul tema dell’anno che quest'anno è “Ecologia integrale”, ossia la missione di prenderci cura della creazione. L’uomo infatti sta distruggendo e non coltivando questo giardino che Dio ci ha affidato. Per cui, è ora di cambiare! E cosi il mese di febbraio èpassato come un lampo.
Marzo è stato caratterizzato dalle visite nelle parrocchie così come per le varie programmazioni: io accompagno la missione e la Caritas. Vorremmo che ogni parrocchia avesse un gruppo missionario e di Caritas, speriamo! Adesso che don Antonio è andato via, devo seguire anche i giovani. Nel centro giovanile tutti i fine settimane se ne riuniranno oltre 200. Così li teniamo lontani dalla droga e dai pericoli della strada e della periferia. Grazie già da ora se anche voi potrete darci un aiuto. I giovani vedrebbero in questo un gesto di grande amore nell’anno del Giubileo. Il Signore vi benedica!








