Vite offerte, non tolte
SUD/NORD NOTIZIE
Armi più armi…
Arabia: primo importatore. L’Arabia Saudita è diventata nel 2014 il primo importatore di armi al mondo.
Lo scorso anno il governo di Riad ha speso 6,5 miliardi di dollari per l’acquisto di armi, più del doppio rispetto al 2013. L’improvviso aumento è dovuto alle crescenti tensioni in Medio Oriente e s’inserisce in un contesto di crescita generalizzata della corsa agli armamenti. Da soli, Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno importato più armi dell’Europa Occidentale.
• Libano: bloccare il “traffico”. Le guerre che devastano il Medio Oriente, a partire dalla Siria e dall'Iraq, avranno termine solo quando verrà interrotto il flusso di armi e denaro indirizzato verso fazioni armate e gruppi terroristici da parte di alleati e sponsor regionali e internazionali. L’hanno detto i responsabili delle chiese cristiane d'Oriente, riunitisi a Bkerkè. Di contro, si registra un calo negli aiuti internazionali a vantaggio dei profughi, mentre le emergenze umanitarie e il numero dei rifugiati continuano ad aumentare.
Fronti caldi
• Sud Sudan: guerra civile. Continua la crisi in Sud Sudan ed è lontano l’accordo di pace definitivo tra le due fazioni dell’SPLM (partito al governo) e dei loro leader, che ora rischiano di incorrere nelle sanzioni decise dall’ONU, per aver intralciato il raggiungimento dell’accordo di pace. Oltre 4 milioni di persone sono state colpite dalla guerra civile sud sudanese, più di 2 milioni delle quali si trovano in stato di emergenza alimentare.
• Libia: vuoto di potere. Lo Stato Islamico in Libia sta dimostrando una grande capacità di infiltrarsi dove ci sono vuoti di potere e di conquistare territori. La popolazione, ostaggio delle violenze, subisce troppo passivamente questa situazione. La struttura tribale della società libica non facilita l’emergere di forti movimenti di cittadini che possano prendere in mano la situazione. E intanto un rapporto Onu afferma che, nonostante l’embargo, sono state riscontrate nuove forniture belliche alle diverse parti in conflitto.
• Siria: cinque anni. Mentre la guerra in Siria è entrata nel suo quinto anno, gli aiuti umanitari, disperatamente necessari, non riescono a raggiungere milioni di persone bloccate dal conflitto. Serve un imponente aumento dell’assistenza sanitaria. Lo afferma l’organizzazione Medici Senza Frontiere (MSF) attraverso il presidente Joanne Liu: “Questa guerra non fa distinzione tra civili e combattenti, né rispetta lo status di protezione del personale e delle strutture sanitarie; c’è bisogno di un intervento umanitario internazionale su ampia scala”.
Petizioni utili
• Bangladesh: Benetton cede! L’associazione Avaaz ha annunciato che il gruppo Benetton ha deciso di risarcire le vittime del crollo della fabbrica tessile Rana Plaza in Bangladesh, avvenuto nel 2013. Ciò è stato possibile grazie a un milione di persone che in due settimane hanno firmato la petizione attraverso il sito internet www.avaaz.org/it, chiedendo a Benetton di pagare. Migliaia di commenti hanno inondato la pagina facebook di Benetton e il loro account twitter. La stessa azienda è stata coinvolta in una discussione costruttiva e diretta. Per aggiungere un messaggio ai tanti che stanno arrivando a Benetton da tutto il mondo: secure.avaaz.org/it/benetton_thank_you

• Mine: fermo disegno di legge. Nel 15° anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione internazionale sulla messa al bando delle mine antipersona,
la Campagna Italiana (CICM) ha lanciato una petizione per chiedere al Parlamento di riprendere l’iter di discussione del disegno di legge per vietare investimenti finanziari su ordigni proibiti da convenzioni internazionali sottoscritte e ratificate dal nostro Paese.
Obiettivo della petizione è raccogliere nel più breve tempo possibile 10mila adesioni.
Sono 151 gli istituti finanziari nel mondo che hanno investito dal 2011 al 2014 circa 27 miliardi di dollari in compagnie produttrici di munizioni cluster.
Per sottoscrivere petizione: http://lnx.campagnamine.org/campagne/petizione/ oppure www.campagnamine.org







