Via Crucis col popolo di Gaza
Dice l’ONU che “Gaza è una guerra senza leggi, umanità e responsabilità”. A conferma di quanto dichiarato dal ministro delle finanze Smotrich: “Nemmeno un chicco di grano entrerà a Gaza”.
Il ministro non sapeva che il chicco di grano per i cristiani è simbolo di Cristo e che Gesù è nel popolo crocifisso. Leggiamo in Giovanni 12,24: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo, se invece muore produce molto frutto”. Abbiamo sentito il bisogno di celebrare la Via Crucis la sera del venerdì santo in comunione col popolo di Gaza. Al momento in cui scrivo sono più di 52.400 i ‘chicchi di grano’ palestinesi caduti a terra. Migliaia di vittime innocenti mietute dalla violenza di Caino. “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” era il tema. Ci siamo immersi nelle storie delle vittime per ritrovarci nei sentimenti di Cristo sulla croce. Abbiamo pregato per la pace.
La Via Crucis ha coinvolto oltre 200 persone e si è svolta per un'ora e mezza. Brani di Vangelo intervallati ad immagini, pezzi letterari e racconti provenienti dalla Striscia. All'undicesima stazione “Gesù è inchiodato alla croce”. Uno di noi ha inchiodato 18 chiodi corrispondenti ai 18 mesi di genocidio. In pochi sono riusciti a trattenere le lacrime.
“Siete coraggiosi” ha detto una signora al termine della preghiera. “Se dovessi morire, tu devi vivere, per raccontare la mia storia”, risponderebbe Refat Al Areer, poeta palestinese ucciso agli inizi del massacro.
Un brano della IX stazione dice: “Ogni volta che arriva la notte ho paura, perché mi fa pensare subito alla guerra. O Signore ti prego, facci trascorrere la notte protetti dalla Tua gentilezza e misericordia e non lasciare che i nostri cuori siano colpiti dal dolore, dalla paura e dall’ansia”.








