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Franco Ferrari, giornalista di “Missione Oggi”, era accreditato presso la Sala Stampa Vaticana durante il Sinodo, e ospite della comunità saveriana nella Casa Generalizia di Roma. Ecco il suo commento.

Il Sinodo dei vescovi sulla sinodalità (“Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”) si è appena concluso dopo un percorso di tre anni (2021-2024). Non è facile fare un bilancio a caldo di un evento caratterizzato da una grande complessità. Si può però cercare di capire cosa è accaduto.
Il primo dato è che questo sinodo in particolare, tra i quattro indetti da Francesco, va inquadrato non solo nell’ottica della conversione pastorale ma in un percorso di riforma delle strutture della Chiesa, avviata con la riforma della Curia Romana (vedi Costituzione “Predicate evangelium”). La grande consultazione iniziale, da un lato, con il suo metodo della circolarità, base-vertici-base (vedi Assemblee continentali), ha fatto emergere e confermato l’individuazione dei problemi da parte del popolo di Dio; dall’altro, si è dovuto constatare che un buon numero di vescovi e gran parte dei presbiteri non ha risposto con convinzione e partecipazione a questo cammino sinodale. Ancora, le diverse questioni poste sul tappeto, molte delle quali divisive (diaconato femminile, organismi di partecipazione, poteri delle Conferenze episcopali, riforma del Diritto canonico, …), ripresentate nel “Documento di sintesi” della prima sessione (2023), non potendo essere ragionevolmente affrontate e approfondite nella seconda sessione di quest’anno, sono state rimandate a 10 gruppi di studio che relazioneranno al papa entro il giugno del prossimo anno.
Infine, dopo un mese di lavori, questa seconda assemblea, che doveva affrontare le questioni strutturali per dare corpo ad un modello di Chiesa sinodale (potere delle conferenze episcopali, rapporto tra Roma e le chiese locali, esercizio del primato, poteri dei vari Consigli: pastorali, presbiterali, affari economici…), ha consegnato al Vescovo di Roma un documento molto aperto e che richiederà ulteriori approfondimenti.
Francesco, nel discorso di chiusura, ne ha disposto la pubblicazione immediata comunicando che non farà un’Esortazione apostolica post-sinodale, perché ha detto “c’è bisogno di tempo, per giungere a scelte che coinvolgono la Chiesa tutta. Io, allora, continuerò ad ascoltare i Vescovi e le Chiese affidate a loro”. Il Sinodo, dunque, prosegue.



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