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Donarsi per sempre, come Dio vuole.

2004 5 Wawan1Francesco Wawan, è un giovane saveriano indonesiano. Da due anni è a Città del Messico, per studiare teologia e diventare sacerdote, ma gli è stata diagnosticata una grave forma di leucemia.

Sotto terapia intensiva, ha chiesto di fare la professione perpetua, cioè di diventare saveriano in modo definitivo. Il rettore della comunità dei teologi, padre Kitimbwa, ci racconta il giorno della "consegna" di Wawan a Dio e alla missione, nella famiglia saveriana, domenica 21 marzo.

Wawan è arrivato direttamente dall’ospedale, alcuni minuti prima dell’inizio della celebrazione, sulla sedia a rotelle e con la bombola ad ossigeno. Era felice. Lo accompagnava, visibilmente commosso, il dottor Vergara, che lo segue nella malattia e lo ha assistito per tutto il tempo della Messa.

La signora Lorenia, messicana, ha dato a Wawan la benedizione a nome e al posto dei genitori, che non hanno potuto viaggiare dall'Indonesia. Per telefono, padre Luigino ha parlato due volte, prima e dopo la cerimonia, con la signora Yustina, la mamma di Wawan in Indonesia.

Consegnarsi sorridendo

All’inizio abbiamo avuto un momento di preoccupazione: sembrava che qualcosa non funzionasse con la bombola ad ossigeno. Ma in cuor mio ero sicuro di una cosa: questo momento era importante per la felicità di Wawan. Egli si stava consegnando a Dio nella famiglia saveriana per tutta la vita.
Siamo tutti rimasti impressionati dalla serenità e dalla gioia di Wawan. Ci ha colpito il suo sorriso, nella gravità della situazione in cui si trova. Varie volte non siamo riusciti a trattenere la commozione, fino a piangere.

Ciò che stavamo vivendo era la consegna di un giovane alla sequela di Gesù che ha detto: “La mia vita nessuno me la toglie, sono io che la consegno”. Mi sono ricordato che un giorno Wawan pregando aveva detto: “Tu sei sulla croce inchiodato e offri il tuo sangue e la tua acqua; noi tuoi fratelli, come Maria, stiamo ai piedi della croce, ti guardiamo, ti siamo vicini”.

Il voto dell'amore

È in questo modo che Wawan ha consegnato la propria vita al Signore, per sempre. Ha fatto voto non solo di castità, obbedienza e povertà, ma anche il voto dell’amore. Tutti noi siamo stati testimoni di questa consegna e possiamo testimoniare.

Nell'omelia, padre Luigino Marchioron, superiore dei saveriani in Messico, ha detto:

“Ti sarebbe piaciuto essere in migliori condizioni di salute, per consacrare la tua vita a Dio nella missione. Invece giungi a questa consacrazione senza forze fisiche, sostenuto da altri, con la tua debolezza e impotenza. Ma senti di essere nelle mani di Dio. Il tuo amore paziente e fiducioso è più forte delle tue debolezze. Come l’apostolo Pietro hai detto: Signore, tu sai che ti amo. L’amore è la tua arma più potente; è la tua vera forza. Saperti e sentirti totalmente nelle sue mani è un’esperienza di vita cristiana molto profonda. In questi mesi, il tuo unico desiderio è stato quello di servire il Signore e la famiglia missionaria con tutto il cuore, a cominciare dalla tua malattia, con il cuore in mano, con le porte del cuore aperte. È un modo diverso, forte e vero, di vivere e compiere la missione”.

Nelle mani di Dio

Insieme a Wawan, anche il giovane messicano Enrique Álvarez Casillas ha consegnato la sua vita al Signore con la professione perpetua. Da solo, ha dovuto fare per due tutto quello che la liturgia prevede: inginocchiarsi, alzarsi…, e l'ha fatto bene. Alla fine della Messa, a nome di entrambi, Enrique ha preso la parola semplicemente per dire: “Con tutto il cuore, grazie!".

Ci sono stati molti abbracci e fotografie con Wawan, sempre inchiodato sulla sua sedia a rotelle, sotto la discreta vigilanza dei medici e dell'infermiere. La celebrazione è terminata con un incontro conviviale con amici e parenti. Mancava il festeggiato: Wawan. Per ordine dei medici è dovuto tornare immediatamente in ospedale per sottoporsi al respiratore automatico. Lì, in un momento di pausa, ha condiviso con padre Luigino il pasto della festa, preparato dalla signora Lorenia.

Benché il suo fisico si trovi in gravi condizioni, Wawan ha molta fiducia e serenità. I prossimi giorni saranno decisivi per quanto riguarda l’evoluzione della malattia.

A tutti chiediamo di accompagnarlo con la preghiera.



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