Brasile, L’incontro con Andrea Franzini
Bambini, natura e povertà
Durante il mio viaggio in Brasile, di cui avete letto un resoconto nelle pagine centrali del numero di luglio/agosto, ho avuto modo di incontrare Andrea Franzini, mio ex studente all’istituto tecnico commerciale "Beltrami", e da più di dieci anni missionario laico ad Abaetetuba, dove i saveriani hanno una delle loro missioni.
Scuola e... futebol
Abaetetuba è una città di 70mila abitanti, dove vivono migliaia di famiglie povere. I bambini si aggirano per le strade polverose, alla ricerca di qualche cosa da mangiare. Questa situazione di miseria ha colpito il cuore di Andrea. "Ora che ho visto non posso vivere come prima. Non si può accettare questa profonda sofferenza senza fare niente". Andrea torna in Italia e a Cremona fonda l’associazione "L’insieme", con lo scopo di iniziare un’azione concreta in favore dei bambini di strada. Tra gli obiettivi, c’è quello di sostenere il progetto di alfabetizzazione, perché l’istruzione è una condizione fondamentale per togliere dalla strada tanti bambini e inserirli nella società.
Sono tremila i bambini che Andrea assiste nei vari centri di accoglienza. Dal vescovo è stato nominato responsabile della "Pastorale dell’infanzia" per la quale è stato realizzato il "Centro di Pace" dove bambini e ragazzi si possono recare liberamente. Qui ricevono un’istruzione di base e l’alimentazione giornaliera. Tanto tempo è riservato al gioco del "futbol".
Un Paradiso terrestre
Facendo un giro per la città, abbiamo visto il degrado di certi quartieri. Andrea invita tutto il gruppo a non rimanere indietro: "qui può capitare di tutto". Intanto, nugoli di bambini si aggirano sulle strette passerelle di legno, si stringono a noi alla ricerca di un abbraccio o di un sorriso. Tra loro anche la piccola Rosaura, di tre mesi, ci accoglie con un sorriso aperto, adagiata su un’amaca all’interno del capanno.
In seguito, su un motoscafo percorriamo alcuni affluenti del fiume Tocantins e il degrado della città lascia lo spazio alla bellezza della natura. Improvvisamente, il fiume si apre in una distesa d’acqua da sembrare il mare. Ci fermiamo a visitare una famiglia, la cui casa fa da scuola di formazione per tanti bambini sparsi per le isole che non hanno la possibilità di arrivare al Centro della Pace.
Se non fosse per la situazione generale di povertà e di degrado, uno potrebbe pensare di trovarsi in una sorta di Eden. "Quando Dio ha costruito il Paradiso terrestre, commenta Andrea, ha pensato e voluto proprio questo luogo". Le cappelle color pastello lungo il corso d’acqua, stanno a dire che il vangelo è arrivato anche lì, grazie ai missionari saveriani che hanno preso l’impegno di visitare la comunità delle isole.








