Valore della donna e dell’uomo
Pensieri, sdegno, rammarico. E anche preghiera e tanta voglia di fiducia e di speranza, perché non è possibile arrendersi ai fatti della cronaca, che poi sono solo punte di iceberg: un monito che avverte di una desolazione molto più estesa, incontrollabile. Penso al valore della persona umana, uomo e donna che sia, bambino e anziano, giovane e adulto che sia. Siamo proprio allo scarto, alla pazzia?
Mentre ero dentro questi pensieri, mi è giunta la lettera dell’amico sardo Ignazio Fadda, un Parkinsoniano al IV stadio della malattia, debole nel fisico ma forte nello spirito. È intitolata, “Malefatte alle donne, nostre compagne di vita”. Lascio a lui la parola.
"Ogni volta che accendo il televisore per conoscere eventi che si verificano nel mondo, sento notizie tristi, in particolare violenze alle donne. E mi viene in mente l’8 marzo, festa della donna. Ma che festa è se le donne - nostre mogli, figlie, amiche e compagne di vita - vengono trattate così? A questo punto, mi è sembrato corretto scrivere due righe per ricordarle, nella giornata a loro dedicata.
Pensando a come e cosa scrivere, mi sono reso conto di quanta ipocrisia si riscontra in questo mondo, dove l’uomo non ci fa certamente bella figura.
Giungono notizie di donne picchiate o maltrattate o violentate e abbandonate e uccise dall’ex di turno.
L’uomo, che non ha saputo essere uomo, non ammette che lei possa rifarsi una vita o comunque stia bene anche senza di lui. E allora, giù botte e soprusi, ferendole nella loro dignità di donna, fino a eliminarle del tutto.
So bene che quello che sono riuscito a descrivere è poca cosa. Ma invito tutti gli uomini seri e onesti, a recitare un mea culpa, che serva a chiedere scusa alle donne per tutto quello che subiscono da questi mostri di uomini crudeli e incoscienti, privi di qualsiasi essenza della vita.
Chi scrive è uno che ama la vita e la vuole vivere insieme a una donna che ama e rispetta, per tutti quei valori che essa sa dare.
L’amore per la donna deve essere eterno, e la vita intera va vissuta insieme, nel bene e nel male, per costruire una famiglia piena di valori e sentimenti la cui credibilità deve essere pari a quella vissuta da Maria e Giuseppe nella Sacra Famiglia.
Propongo agli uomini di festeggiare ogni giorno la donna (e non solo l’8 di marzo). Dobbiamo essere fieri della donna, servirla e riverirla con tutto l’amore, oggi più di ieri, e non molestarla neanche con un fiore.
Alle donne dico: Grazie di esistere! Anche se a volte noi uomini non meritiamo tanto, dovreste ricevere da noi solo baci e carezze, senza procurarvi dolori e tristezze. Dobbiamo essere fieri e amarvi con il cuore, più di ieri, e donarvi una gioia infinita, finché ci rimane la vita.
Mentre finivo di scrivere questa mia riflessione, un’altra triste storia si consumava e chiedevo: le istituzioni cosa stanno facendo? Perché non riescono a far rispettare le leggi? Questi mostri chiudiamoli nelle galere e buttiamo via la chiave. La società, maltrattata com’è, ha bisogno di pace e serenità” (Ignazio Fadda, Sardegna).
Aggiungo solo una parola a quelle di Ignazio, nei tempi che corrono.
E cioè, la “regola d’oro” del mutuo rapporto: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi donne fatelo a loro”. Lo scrive Matteo nel vangelo (7,12).








