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Mons. Conforti: Prima di Ravenna

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Mons.Conforti fu arcivescovo a 37 anni. Troppo presto. Eppure in alto si era pensato a lui anche prima, almeno due volte, per due sedi vescovili Livorno e Reggio Emilia. Quando venne a mancare il vescovo di Livorno, era stato chiesto a mons. Magani, vescovo di Parma, se credeva che il can. Conforti potesse occupare bene quella sede. Il vescovo risposte affermativamente.

Ma aggiunse che mons. Conforti, per importanti affari che aveva tra le mani ed il successo che aveva ottenuto tra il clero e il laicato di Parma, non doveva essere tolto alla diocesi, che ne "avrebbe scapitato molto". E così vi fu un rinvio. Più tardi avvenne la stessa cosa per Reggio Emilia.

Lo stesso Leone XIII, nel momento in cui gli comunica la destinazione a Ravenna, a lui riluttante, dichiara: " . .. vi ho invitato a venire a Roma appunto per rompere ogni indugio e perché intendesse dalla bocca stessa del Papa quello che egli vuole da voi". Questa volta non fu interpellato nemmeno il vescovo Magani.

Non soddisfatto della umile ma ferma resistenza opposta personalmente al vicario di Cristo, il Conforti sperò ancora nell'intercessione del card. Lucido Parocchi, vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma. Ma questi lo persuase della impossibilità di far recedere il Papa, che per ben due volte aveva accolto le preghiere del Magani, ritenendolo indispensabile a Parma.

Nella scelta del Conforti ad arcivescovo di Ravenna, certamente fu determinante la voce del card. Ferrari, il quale si  riteneva a conoscenza delle necessità della Chiesa ravennate ed aveva una stima profonda di mons. Conforti, che ebbe suo alunno nel seminario di Parma. Sin dal tempo di Pio X il cardinale di Milano era ascoltato per le elezioni dei vescovi specie nell'Alta Italia.

Però mons. Conforti, a prescindere dalla stima che aveva presso i colleghi, a Roma era conosciuto perché era stato varie volte, specialmente per trattare le cose del suo Istituto missionario, e che, senza che egli se ne accorgesse, la sua persona era stata favorevolmente notata. La sua nomina veniva a ragion veduta, non per raccomandazioni e per carrierismo. Anzi vedremo la prossima volta come per questo ... si ammalò.

p. Giulio Barsotti


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