Missione Giovani: Se Dio è... fuori orizzonte
Parlando con i giovani, spesso emerge un disagio per tutto ciò che è chiesa... Qualcuno insinua: "Andare a Messa è una cosa da vecchi". Qualcun altro rincara: "Non vedo a cosa possa servirmi". Ultimamente la risposta diffusa è: "Non vado in chiesa, ma ho una mia spiritualità". Altri ancora se la prendono con la chiesa come istituzione, con il prete che predica bene e razzola male, e così via... Il rito cristiano è considerato ripetitivo e lontano dalla vita; mentre l'appartenenza alla chiesa è vista come una limitazione alla propria libertà.
Tutte le opinioni e le scelte vanno rispettate, così come ogni sensibilità religiosa merita attenzione. Il cammino di fede non è semplice. Spesso siamo messi alla prova e la tentazione di cambiare strada quando la vita ci gira le spalle, prima o poi la subiamo tutti.
I giovani chiedono alla chiesa - mi par di capire - di portare soprattutto un messaggio vero, di usare il linguaggio dell'amore e della speranza, per provare l'adesione al vangelo. In questo senso sono importanti le testimonianze di sacerdoti, missionari e religiose.
Molti "predicatori laici" e tuttologi dell'informazione, infatti, fanno passare il tempo presente come una notte buia! Interessano solo i presunti scandali vaticani. In realtà, di questa notte è solo più faticoso vedere le luci che indicano il cammino... Non è mio compito fare l'avvocato difensore o l'accusatore. Mi limito a riportare le testimonianze, diverse, di due giovani come tanti.
Giorgia: Non ci penso... - "Catechismo l'ho fatto come tutti, ma non so dire che segno abbia lasciato dentro di me. Avevo tanti interessi, sport e internet fra tutti, oltre alla scuola; e pian piano ho perso di vista il gruppo. Lentamente, quasi naturalmente, non sono più andata a Messa la domenica, se non a Natale e Pasqua. Non ne sento l'esigenza.
Gli anni dell'università? Belli e spensierati: studio, amicizie e l'Erasmus in Danimarca. Non so se Dio ci sia stato o meno; ero troppo occupata a fare altro per rendermene conto. Non sono polemica se dico che a Dio per un sacco di tempo non ho pensato. Semplicemente, lui è fuori orizzonte... Io di segni suoi non ne vedo. Ma mi dispiace che mi etichettino come ‘indifferente'. Sono in armonia con me stessa e con gli altri, voglio bene a Carlo e ci piace convivere, almeno finora. Se Dio c'è, chissà che mi benedica, anche se a lui non è che ci pensi".
Francesco: Sono tornato... - "Avevo visto la morte in faccia ed è cominciata la paura. Ho iniziato a guardarmi indietro e ho visto tanti errori. Dovevo ricominciare tutto da capo. Per la prima volta in 19 anni sono andato in cerca di aiuto. Una domenica mattina mi sono trovato in una chiesa poco distante da casa, a Messa. Ascoltavo e guardavo quell'Uomo appeso alla croce. Mi sentivo un estraneo mentre tutti recitavano le preghiere; io a malapena sapevo il Padre nostro. Ma provavo una sensazione di pace interiore, mi sentivo protetto e rassicurato.
Sono tornato anche la domenica seguente e poi ancora quella dopo... Nel frattempo avevo lasciato i miei amici: niente più serate al bar, a fare gli stupidi; basta con le giornate buttate via in cerca di divertimento a tutti i costi. Poi mi hanno chiesto di andare a suonare la chitarra nel gruppo della parrocchia... Così ho conosciuto la mia chiesa, quella che non avevo mai frequentato se non per ricevere Comunione e Cresima. Ho imparato ad ascoltare il vangelo... e cerco di viverlo!".








