Uno Spigolo per la Mistica – Figure di Donne
Ci sono nel Vangelo due personaggi molto celebri che si presentano come discepoli ideali, e sono due donne: la Maddalena e la Samaritana; due discepole davvero paradigmatiche. Conosciamo l'episodio che riguarda la prima donna, episodio di rara bellezza. Maria "piange", è desolata perché le hanno portata via l'oggetto del suo amore "totale", come se avesse perso il suo sposo, di cui è innamorata davvero.
"Perché piangi?", le chiede Gesù, fingendosi l'ortolano. "Hanno portato via il "mio" Signore!': Chi non avverte in questa risposta un frasario evidentemente "sponsale", che un "uomo" non avrebbe mai pronunziato, è cieco davvero! "Dimmi dove l'hanno messo, che vado io a prenderlo!': Qui abbiamo l'urgenza di un amore che, con terminologia tecnica, si chiama "impaziente-cotto": Maria è talmente innamorata che supererebbe qualsiasi difficoltà! "Maria!': "Maestro mio!'.
L'immediatezza dello scambio è folgorante. L'episodio della Maddalena sarà commentatissimo nel corso dei secoli dai grandi mistici e innumerevoli persone; troveranno in esso sorgente inesauribile di amore, di studio, di preghiera, di contemplazione. Mi pare di vederci anche adombrata, abbastanza evidentemente, quella che dovrebbe essere la vocazione specifica della donna all'interno del popolo di Dio: voglio dire la vocazione per tutto ciò che è imparentato con amore-eroismo-fedeltà-intrepidità- immolazione.
Se teniamo presente che è l'amore che tiene insieme tutto l'universo, come è l'egoismo che lo disintegra, allora dovremmo anche renderci conto dell'altezza-responsabilità "suprema" cui è chiamata la donna: su di essa incombe la conservazione e la difesa della pace-amore-gioia nel mondo: sembra questo, a voler ben riflettere, "il" vero genio della donna: l'uomo scatena violenza-guerra-odio; la donna scatena amore-pace-unione-salvezza.
Trovo conferma di queste idee nell'insegnamento del Concilio, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II. Eccelsa la vocazione della donna, grave la sua responsabilità. Ma c'è un'altra grande donna del Vangelo che merita d'essere ricordata: è la Samaritana, la quale ammaliata da Gesù "pianta lì la sua brocca" e "corre" in città ad annunziare la comparsa d'un uomo straordinario, che le ha detto tutta quanta la verità, le ha rovistata e devastata tutta l'anima. La vediamo quella brocca, piantata là, abbandonata?
E essa la "protagonista" dell'episodio: la brocca diventa "il" simbolo, "il" segno dell'amore, "il" richiamo di ciò che dovrebbe essere Cristo per ogni battezzato; onde si chiama "cristiano" o l'uomo "cotto" per Cristo, il Quale è un personaggio talmente "unico" che per amor suo e dei suoi ideali, val la pena di piantar lì tutto, per stare con Lui "notte e giorno", cioé ventiquattro ore su ventiquattro: Cristo-calamita, Cristo uomo-magico, Cristo-malattia, che una volta che te l'attacchi, non ti salvi più. La brocca abbandonata là e solitaria, e la donna che "corre" ad annunziare Cristo, sono d'una efficacia unica.








