Una terra dilaniata
Continua la tragedia della Sierra Leone
Storia. La Sierra Leone viene fondata alla fine del '700 da nuclei di ex schiavi americani e giamaicani "rimpatriati". Nel 1808 diviene colonia britannica. Nel 1991 viene coinvolta nella guerra civile della confinante Liberia: i ribelli del Fronte rivoluzionario unito, aiutati dai liberiani, rovesciano nel 1997 il presidente Kabbah. L'anno scorso è intervenuta una forza inter-africana guidata dalla Nigeria che ha reinsediato Kabbah. Ma il conflitto non si è ancora fermato.
Geografia. La Sierra Leone conta circa 5 milioni di abitanti. La lingua ufficiale è l'inglese, ma le lingue parlate sono il mende al sud, il temne al nord e il krio (dialetto creolo degli ex schiavi). Il Paese è ricco di diamanti, titanio, bauxite, oro.
La situazione. Migliaia di civili sono stati mutilati a colpi di machete durante la guerra civile in Sierra Leone; fra di loro moltissimi bambini. Uomini e bambini sono stati rapiti per essere trasformati in combattenti o messi ai lavori forzati. Responsabili delle atrocità sono sia i ribelli del Ruf che le truppe governative e le forze "di pace" inter-africane. ·
I Saveriani. Operano in Sierra Leone dal 1952. Fino a qualche tempo fa i figli del beato Conforti presenti in questa nazione erano più di quaranta. Oggi, 1 febbraio, si trovano sparsi: sono ancora presenti in Sierra Leone: mons. Biguzzi (Freetoun), i padri Mosele e Manganello (Kambia), Guiotto, Menici, Lucini, Furlan, Lazzarini (Lungi); a Conakry, Guinea: Peterlini, Bongiovanni, Kasanziki, Auguirre, Rossato, Tully, Zambiasi, Berton; in Italia: Pistoni, Perez, Ceresoli, Guerra, Bramati, Noaro, Rabito, Nicoliello, Calza, Di Sopra, Parise, Testa, Martinez, Davitti, Marcelli, Rossini, Lorenzato, Caria; a Londra e U.S.A.:Pisani, Casalucci, Rocco.
Mons.G. Biguzzi, saveriano, vescovo di Makeni e Presidente della Conferenza Episcopale, rivolgendosi ai vescovi del mondo ha affermato: "Occorre agire prontamente prima che sia troppo tardi, altrimenti sarà una tragedia umanitaria senza precedenti. Da giorni gli abitanti di Freetown vivono rintanati in casa senza cibo e senza acqua. Mi rivolgo a tutti i miei confratelli nell'episcopato e alle loro comunità: pregate per la Sierra Leone. Si tratta di un Paese sconvolto da una grave guerra .
Preghiamo per la pace, nella certezza che è un dono che solo Dio può dare. Come vescovo missionario non ho oro, né argento; ma confido nella Comunione con il Signore dei vivi e con tutte le Chiese di questo continente e del mondo intero".








