Uniti per la pace e contro le armi a Taranto!
Oltre 70 rappresentanti di vari enti, parrocchie, associazioni, sindacati hanno sottoscritto a Taranto un documento intitolato Uniti per la Pace. “… Riteniamo che la vita sia un dono da salvaguardare sempre, da curare, da custodire. Nessuna ragione politica, economica, religiosa e di nessun altro tipo, può giustificare il ricorso alla guerra. Avvertiamo, nel nostro piccolo, il bisogno di farci testimoni della Pace, della convivialità delle differenze, del dialogo, del confronto, del permanente sforzo di mediazione”.
Per testimoniare insieme che la guerra è la cosa più stupida che l’umanità possa decidere di fare e per invocare dialogo, confronto, pace, tutti questi enti hanno deciso di organizzare, il 2 dicembre, una giornata finalizzata a chiedere Pace. La giornata ha avuto inizio con la Marcia per la Pace. Circa mille persone, un corteo gioioso, ricco di canti, bandiere e mille colori, hanno sfilato per le vie centrali di Taranto, giungendo fino al centro cittadino. All’arrivo, il corteo, arricchito dalla presenza di numerosi ragazzi provenienti da alcune scuole, è stato accolto dalla banda musicale del conservatorio Paisiello e dal coro del liceo Archita.
Nel pomeriggio l’Agesci ha organizzato in pieno centro un girotondo per la Pace, cui ha fatto seguito, nella Chiesa del Carmine, un concerto musicale.
Tra i settanta enti che hanno sottoscritto il documento e partecipato all’intera giornata, c’erano anche i missionari Saveriani. Nei giorni successivi, i firmatari del documento si sono incontrati per decidere come continuare insieme questo percorso che ha l’obiettivo di essere, nel nostro piccolo, costruttori di pace. Ecco il documento.
Noi sottoscritti Uomini e Donne di Taranto e Provincia, ci dichiariamo fortemente contrari ad ogni conflitto bellico. Siamo inorriditi dall’atteggiamento di coloro che ritengono di poter risolvere i problemi del mondo con l’uso delle armi.
Riteniamo che la guerra, ogni guerra, sia la forma più becera di respingimento della vita, la modalità peggiore per opporsi al dono della creazione. Aborriamo la guerra, ritenendola “avventura senza ritorno”, emblema dell’assenza di buon senso da parte di chi la provoca e di chi, a vario titolo, la sostiene.
Riteniamo che la Vita sia un dono da salvaguardare sempre, da curare, da custodire. Nessuna ragione politica, economica, religiosa e di nessun altro tipo, può giustificare il ricorso alla guerra.
Avvertiamo, nel nostro piccolo, il bisogno di farci testimoni della Pace, della “convivialità delle differenze”, del dialogo, del confronto, del permanente sforzo di mediazione.
Riteniamo in particolare che, rispetto al rischio di una catastrofe infinita che deriverebbe dall’uso del nucleare ai fini bellici, ogni uomo e ogni donna di buon senso, debbano farsi costruttori di pace e testimoniare, anche con gesti, questo grande bisogno di recupero del dialogo, del confronto, di armonia.
Riteniamo che la Pace debba essere figlia dello sforzo di tanti e debba essere proposta a tutti e, in particolare, alle nuove generazioni, come processo educativo, come irrinunciabile percorso di crescita, come inestimabile valore formativo.
Chiediamo che le armi tacciano e che i governanti di tutti i paesi in guerra facciano prevalere il buon senso e il rispetto della Vita dei propri connazionali, degli uomini e delle donne di tutto il mondo. Chiediamo altresì che si percorrano tutte le strade possibili per pervenire ad un negoziato di pace tra tutti gli Stati in conflitto. Comitato Uniti per la Pace







