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''È meglio stare con Gesù'', Testimonianza di Akro Anderson

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Akro Sinan Anderson, 37 anni, originario della Costa d'Avorio, il Sabato Santo, durante la veglia pasquale ha ricevuto il battesimo in Cattedrale dal vescovo, mons. Lino Pizzi ed è diventato cristiano. Fino a 33 anni Anderson è cresciuto nella sua patria, con i genitori e i fratelli, educato alla religione islamica.

Un cammino che parte da lontano

"Per la verità - racconta Anderson - anche in Costa d'Avorio avevo avuto qualche contatto con il cristianesimo, leggevo la Bibbia e qualche volta andavo anche nella chiesa cattolica. Ma non era cambiato nulla rispetto a quello che mi avevano insegnato". Poi nel settembre 2008 il giovane ivoriano si trasferisce a Forlì per raggiungere il fratello che si trova già in Italia, viene assunto per diversi lavori, fino all'attuale impiego come metalmeccanico in una ditta di Forlimpopoli e continua il suo percorso di avvicinamento al cristianesimo.

"Ho cominciato a pormi molte domande e a guardare al cristianesimo con interesse. Seguendo mio fratello ho partecipato a qualche riunione della comunità evangelica protestante, ma non sono rimasto soddisfatto. Poi ho incontrato altri ivoriani che fanno parte della comunità cattolica, che si incontra regolarmente nella chiesa di Santa Lucia con don Serge Asseu, cappellano di San Mercuriale, anche lui della Costa d'Avorio. Ho parlato con loro, ho manifestato il mio desiderio e ho cominciato a partecipare ai corsi di preparazione al battesimo accompagnando un mio amico, Raymond. E tre anni fa ho iniziato il corso anch'io".

Senza pressioni o minacce

Anderson si è preparato al grande passo accompagnato dagli amici cattolici ivoriani e parla con entusiasmo di quello che ha scoperto: "Cristo è straordinario, ci ha insegnato la verità, ha compiuto i miracoli, è stato ucciso per noi ed è risuscitato". Poi si ferma, mostra sorridendo il crocefisso che ha attaccato sulla porta di casa e continua: "È meglio stare con Gesù".

Anderson racconta anche che diversi musulmani hanno cercato di convincerlo che non era cosa buona per lui diventare cristiano, ma di non avere mai ricevuto pressioni o minacce: "C'è, ad esempio, un mio collega di lavoro, musulmano, che mi dice che andrò all'inferno perché mangio carne di maiale e credo che Gesù è Dio. Io penso che ogni uomo senta il bisogno di vivere l'esperienza religiosa, prima di tutto secondo l'educazione che ha ricevuto, ma ciascuno di noi ha anche la possibilità di cambiare. Per me è meglio essere cristiano".

Il 21 marzo gli economi delle comunità saveriane d'Italia si sono ritrovati per discutere e confrontarsi sulle linee comuni future, da seguire in questo tempo di crisi.

Hanno ascoltato anche l'opinione di un esperto; speriamo che la riflessione porti buoni frutti!



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