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Sono partito da Roma-Fiumicino giovedì 10 dicembre. Arrivato a Buenos Aires dopo 14 ore di volo, ho preso la connessione per la città di Rosario, appena 30 minuti di volo.

All’aeroporto c’erano Mario (con il braccio ingessato), Eliseo e Mirta: un abbraccio davvero affettuoso e gioioso! In macchina procediamo verso Villa Constituçion (50 chilometri circa), la cittadina dove vivono Mario e le famiglie di Eliseo e Maria. Sono lei ed Eliseo che assistono Mario una notte ciascuno, a turno. Dico loro che per un mese penserò io volentieri all’assistenza notturna.

La presenza spirituale di Sonia

Sonia, la sposa di Mario, è in paradiso dal 1° novembre del 2014. Eppure, la sua presenza è vivissima, in ogni angolo della casa e nel cuore di tutti: in famiglia, tra i parenti, tra gli amici. La sua saggezza, la sua fede, la sua gentile discrezione, la sua sofferenza segreta… sono nella memoria di tutti.

I ricordi sono davvero tanti. I cassetti degli armadi sono ancora ordinati come li teneva lei; i quadri appesi alle pareti, le foto sugli scaffali, le carte da lei scritte e lette… tutto è conservato come lei lo aveva disposto.

Con Mario sono stato varie volte alla tomba di Sonia, nel reparto della “Società Italiana”, insieme a Eliseo e a Maria. Abbiamo recitato il “Requiem” per lei e per tutti i defunti… Ogni volta, al momento di uscire, Mario guarda nuovamente quel volto e ripete: “Ciao, Mamma! Ciao, Mamma!”. È commovente sentire Mario chiamare “mamma” la sposa che lui chiamava abitualmente “Vieja” (Vecchia) e che lei ricambiava con “Viejo” (Vecchio)!

Oltre a Eliseo e Maria, Rosa e Rachel (assistenti /badanti), anche la televisione tiene buona compagnia a Mario (come capita spesso alle persone anziane). Specialmente il pomeriggio, ci si sintonizza su EWTN, una “televisione cattolica” con la recita del rosario, a cui segue la Messa e le catechesi. Al canto del “Pater noster” in latino, anche Mario si unisce: “Fiat voluntas tua…”: dev’essere un ricordo dei vecchi tempi!

Con nipoti e pro-nipotini

Il compleanno di Mario e il mio cade nello stesso giorno: il 18 dicembre, con 18 anni di differenza. È la prima volta che lo festeggiamo insieme. Per l’eccezionale occasione, è stato organizzato una specie di “triduo”, con tre feste. La sera del compleanno ci siamo radunati in casa Mariani: una festa organizzata da Maria. Mario è felice di trovarsi immerso dai nipoti e pronipoti, che ha occasione di vedere molto raramente.

Invece, anche senza fumo e arrosto, abbiamo mangiato bene. Il rito richiede la “torta con le candeline”. C’era anche questa: una torta rettangolare, con i colori della bandiera italiana, e ai due angoli due cifre: a destra 90, a sinistra 72 - gli anni di Mario e i miei. Al soffio sulle 4 candeline, la stessa ingenua gioia è sbocciata sui nostri volti e sui volti dei bambini, che applaudivano e cantavano: “Tanti auguri a te…”. E tante foto scattate da adulti e bambini con i loro cellulari.

Abbiamo passato una bella serata insieme. Nonno e nipotini, tutti felici e… incantati, che si capivano perfettamente. Avremmo voluto scrivere gli “Auguri” sul gesso di Mario, ancora bianco, ma mancavano i pennarelli a colori. Pazienza!

Il maialino a farci “compagnia”

Eliseo ha organizzato due cene: una ristretta a pochi amici, il 16 dicembre; l’altra con una trentina di ospiti, sabato 19. Ambedue le cene sono state… onorate da un “lechón”, maialetto alla griglia, cotto pazientemente secondo il rituale argentino dallo stesso Eliseo. Il rito si è svolto nella grande “parrilla” costruita nell’angolo di entrata del salone per eventi. Per cuocere bene il maialino più grande, oltre alle braci sotto la griglia, sopra su una lamiera ardeva il fuoco a legna.

Mario e io, primi ospiti, siamo arrivati in tempo per accogliere e salutare gli altri ospiti. Ma il primo atto di Mario è stato di ispezionare lo stato del porcello e di strappare via la coda: secondo lui è l’assaggio più delizioso e saporito!

Ogni ospite offre il tradizionale bacio di saluto sulla guancia, augurando il bene del festeggiato, e offrendo lo stesso saluto a tutti i presenti, uno a uno. Salutarsi con il bacio è una bella tradizione argentina; anche in famiglia, al mattino e alla notte, genitori e figli si salutano con affetto.



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