Una settimana insieme, al fresco
(di: Nino di Salerno)
A Camporotondo (AQ), una frazione di Cappadocia a 1.450 msl, dal 18 al 24 agosto si è tenuta la convivenza estiva del laicato saveriano, appuntamento che si ripete annualmente dal 1991.
Appena arrivati, ci siamo resi conto che l’aria frizzantina della montagna avrebbe favorito il clima di serenità, meditazione e relax, e anche la concentrazione per il lavoro da svolgere. La deliziosa chiesetta in legno, dove abbiamo partecipato all’Eucaristia quotidiana, ha aiutato a immergerci in un’atmosfera di pace e concordia, con la presenza costante anche di persone del luogo, che hanno condiviso con noi il Pane e la preghiera.
Al mattino le giornate sono cominciate con la preghiera dei salmi, le riflessioni di Nuccia e Carmine e le meditazioni di uno dei saveriani (p. Diego, p. Enzo, p. Rosario e p. Carmelo) che hanno condiviso con noi questi bellissimi giorni. I due temi di quest’anno sono stati l’appartenenza al laicato saveriano e le attività del laicato nelle varie realtà di missione.
Sul primo punto, l’assemblea ha deciso di dare spazio ogni anno, durante la convivenza estiva, perché ogni membro possa esprimere la volontà di essere parte del nostro gruppo; un modo per dire a tutti: “io ci sono, ho fiducia in voi, faccio parte di voi, mi affido a voi…”.
Sul tema della missione, invece, sono stati fatti tre gruppi di lavoro: per l’Africa, per l’Asia e per l’America Latina. Durante l’anno avranno il compito di coordinare i vari progetti di animazione in Italia e tenere vivi i rapporti con i missionari nei tre continenti. Al consiglio direttivo spetterà il lavoro di sintesi e discernimento su quanto i tre gruppi proporranno per il nuovo anno.
Una bella sorpresa è venuta dall’annuncio di Patrick e Franca che sono disposti a fare un’esperienza di missione in Bangladesh. Preghiamo tutti lo Spirito Santo perché ispiri le opportune decisioni in merito. È stato emozionante anche il racconto di Paolo e Giovanna sull’esperienza della fraternità di Parma che è diventata un vero luogo di incontro e condivisione tra persone di culture e religione diverse.
Padre Diego Pelizzari ha raccontato la sua esperienza con le varie comunità di indio del Brasile; ha ribadito l’importanza della testimonianza data dalla famiglia Andreoli in Brasile, che ha saputo “essere accanto” agli ultimi con spirito evangelico.
Una piccola nota stonata: gli esperimenti terminati con torte carbonizzate, tentati da Alessandra, Anna Paola, Beatrice, Paola…; è stata decisa la loro perenne interdizione dalla preparazione di dolci durante le prossime convivenze del laicato saveriano.





