Dolore, nostalgia e invidia
Ho avuto la grazia di vivere 42 anni in Congo e, per parecchi anni, di lavorare nella stessa missione con le tre saveriane Olga, Lucia e Bernardetta, uccise tra domenica 7 e lunedì 8 settembre a Kamenge, in periferia di Bujumbura, capitale del Burundi.
Nella missione di Luvungi, i saveriani avevano costruito un ambulatorio, un piccolo ospedale nella foresta. Le missionarie scelsero di sistemarsi proprio lì.
Dalla loro casa le sorelle passavano un cancelletto e si trovavano in zona ambulatorio. A poca distanza poi abbiamo costruito il “foyer social” per la formazione di ragazze e donne e per l’alfabetizzazione degli adulti. Il tutto protetto con muro di cinta per evitare… invasioni.
Sanità e sviluppo umano
Eccomi dunque, per tanti anni, a fianco delle tre missionarie. Olga si dedicava con entusiasmo alla formazione dei catechisti e all’assistenza della Messa dei bambini; Lucia, ottima infermiera e responsabile della maternità; Bernardetta, specialista per l’educazione domestica delle donne e incaricata in particolare del foyer social.
Una volta la settimana, noi saveriani andavamo dalle sorelle per vivere insieme l’adorazione al Santissimo Sacramento e la celebrazione Eucaristica; infine, c’era la cena comunitaria che le sorelle preparavano con tanta cura e abilità.
Ricordi e nostalgia!
Quando lunedì 8 settembre ho letto le notizie ancora incerte su Olga, Lucia e Bernardetta, la tristezza è entrata nel mio cuore. Ho rivissuto, con nostalgia, tanti momenti passati insieme: la gioia per l’annuncio del vangelo, l’ansia per le tragedie della guerra… Ho rivisto i volti di tante persone che hanno segnato la mia, la loro vita e quella della nostra gente; ho rivisto luoghi, ripercorso strade impraticabili ma ormai familiari, per portare a tanti, a tutti il messaggio di Gesù.
Poi è sorto un sentimento di ringraziamento al Signore e quasi d’invidia. Desideravano morire in Africa, ma non pensavano certamente in questo modo, e all’Africa hanno dato tutta la loro vita. Anch’io desideravo morire in Africa ed essere sepolto lì dove ho sudato nel campo del Signore. Invece, sono stato costretto a tornare in Italia, essere operato al cuore, con la proibizione assoluta di tornare in Africa dove, secondo i medici, non avrei più retto né clima né fatica.
Ancora accanto alla gente
Bernardetta, Olga e Lucia sono ora sepolte in Congo dove, con la preghiera e le opere hanno annunciato e testimoniato il vangelo per la maggior parte della loro vita; mentre in Burundi hanno vissuto solo gli ultimi anni. Nella missione di Panzi, vicino a Bukavu, di fronte al lago Kivu, i saveriani hanno costruito un piccolo cimitero per i missionari e le missionarie che il Signore ha chiamato a sé.
Qui le nostre tre sorelle riposeranno fino alla resurrezione dei morti: “Dio sia lodato!”.

Assieme alla tristezza per fatti così dolorosi, nel cuore del missionario c’è sempre il ringraziamento a Dio che lo ha scelto e mandato ad annunciare il suo regno, vivendo nel suo amore e nell’amore per quelli che ancora non conoscono Cristo.
La vostra preghiera per i missionari e le missionarie, la partecipazione al nostro dolore è segno che ci sentite veramente vostri fratelli e sorelle. Grazie.







