Una micro università agricola, In Ciad una missione ''ecclesiale''
Nella chiesa di San Nicolò di Guspini, il vescovo mons. Giovanni Dettori ha dato il mandato missionario ai partenti volontari per la missione lavorativa in Ciad, fra cui Maria Pia Guerra, infermiera in pensione, sorella del saveriano p. Mario. Alcuni parrocchiani e amici di don Angelo Pittau sono partiti volontari per completare la ristrutturazione dell'edificio parrocchiale di Siekè, per farne il primo nucleo della libera Università agro-zootecnica.
L'operosità di don Angelo
La vecchia missione di Siekè è stata donata nel 2009 dal vescovo di Pala Jean-Claude Bouchard, perché diventasse sede della facoltà con aule, laboratori e il soggiorno per i docenti. Il villaggio è poco distante da Bongor, sul fiume Logone. La missione è stata chiusa perché la strada nazionale non passa più da Siekè. Il governo del Ciad ha donato alla facoltà agro-zootecnica cento ettari di terreno, perché è stata riconosciuta opera di utilità pubblica. Si tratta di un vero esempio di solidarietà e collaborazione internazionale per lo sviluppo della regione del Majo Kebbi, dove in gran parte la popolazione appartiene all'etnia dei masa.
Don Angelo Pittau, parroco di San Nicolò a Guspini, si è impegnato con alcuni organismi della diocesi di Ales a seguire la ristrutturazione dell'università, cercando muratori, idraulici, elettricisti e falegnami sardi, alla spedizione di due container pieni di finestre, porte, materiale elettrico e idraulico, arredo scolastico (banchi, cattedre, armadi, computer, lampade) e attrezzature varie.
Una solidarietà universale
La Caritas diocesana, l'ufficio missionario e il gruppo diocesano della mondialità hanno sostenuto il progetto, che veramente si può definire "ecclesiale". Il vescovo di Ales Terralba, mons. Giovanni Dettori, aveva già inviato due seminaristi teologi per apprendere lo spirito missionario sul campo di lavoro, con un insegnante d'eccezione: il saveriano p. Tonino Melis, originario di Tuili.
Don Angelo, sul bollettino della parrocchia, ha scritto: "In Africa, nel Ciad, la popolazione ha tante aspettative e noi facciamo quello che possiamo, considerando che anche in Italia si stanno passando momenti difficili. Però, in tutto questo c'è una ricaduta del lavoro anche a Guspini, perché buona parte del materiale della costruzione è stato comprato e costruito a Guspini. Abbiamo dato lavoro in Ciad e a Guspini esaltando la generosità e il volontariato per una concreta sinergia di solidarietà universale, quindi missionaria nel vero senso della parola".
Tuttus in paris!
In Ciad, nella regione sud occidentale del Mayo Kebby, lavorano due saveriani sardi: p. Tonino Melis e p. Marco Bertoni. Entrambi hanno scritto libri e fatto ricerche etnologiche e linguistiche sulle etnie masa e musey. Dal 2000 si portano avanti progetti di educazione e assistenza che vanno dai bambini delle scuole rurali dei villaggi ai giovani con la creazione della prima facoltà universitaria di studi agrari della zona.
Tre giovani insegnanti ciadiani sono stati aiutati a studiare agraria a Villacidro e Sassari. La libera università "Lulez" per studi agro-zootecnici ha lo scopo di garantire il rendimento dell'agricoltura di sussistenza, alimentare e ambientale, migliorare l'organizzazione del lavoro e ridurre la povertà, per costruire una prospettiva di sviluppo endogeno autonomo e sostenibile nel tempo. Come dicono i sardi: "tuttus in paris".
Questa volta si è aggiunto ai volontari il fotoreporter Mariano Casti, che ci ha raccontato il viaggio attraverso sms, fotografie ed e-mail. Ecco la sua testimonianza.








