Una famiglia per il mondo con un solo scopo
Non è un gioco di parole. Il nostro Istituto, chiamato giuridicamente Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, è nato per volontà del Beato Guido Maria Conforti 103 anni fa, per essere una famiglia religiosa, come egli stesso la chiama numerosissime volte nei suoi discorsi e nei testi scritti. Cito solo un passo, forse il più noto, preso dalla sua "Lettera Testamento":
"Con la carità verso Dio dobbiamo alimentare nei nostri cuori la carità per noi e per i fratelli ed innanzi tutto quelli che formano con noi una stessa famiglia religiosa ed hanno in comune la vita, le fatiche, meriti, direzione, tutto, in attesa di aver in comune, in un giorno più o meno lontano, anche la gloria celeste. Su questo dovere essenziale non possiamo nutrir dubbi di sorta”.
Il Beato Fondatore non esita a raccomandare insistentemente a tutti i missionari Saveriani “di essere concordi tra loro e di evitare ogni dissenso, ogni divergenza, ogni contrasto, di formare un cuor solo e un’anima sola, conservando gelosamente il vincolo di questa unione santa, distinguendosi per lo spirito di amore intenso per la nostra Religiosa Famiglia, che dobbiamo considerare qual madre e carità a tutta prova per i membri che la compongono".
La nascita di questa nuova famiglia aveva per il Conforti un motivo preciso: annunciare il Vangelo in Cina e nel mondo intero a quelli che ancora non l'avevano ricevuto per formare di tutti gli uomini una sola famiglia di fratelli. "Il missionario è il simbolo più bello, l'apostolo più convinto ed ardente di questa fratellanza universale, a cui tende l'umanità istintivamente e per la forza degli eventi, cooperando quasi inconsciamente all' attuazione del disegno grandioso di Cristo, che ha predetto che di tutti gli uomini dovrà formarsi una sola famiglia, un solo ovile ed un solo pastore".
Ecco il sogno del Beato Fondatore: esso si identifica con il sogno stesso di Dio, con la profezia stessa di Gesù! Un sogno che le solide fondamenta nella paternità di Dio, nella redenzione universale di Cristo, nella dignità degli uomini e delle donne fatti figli di Dio, nella loro radicale fraternità e nel loro destino finale che è la felicità eterna.








