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L'importanza della memoria

È venuto a trovarci un carissimo saveriano, p. Deogratias Bacibone . È nativo del Congo e ha lavorato in Ciad. Si è laureato in "Psicologia dell'evoluzione" presso l'Università pontificia salesiana di Roma. È già ripartito per la missione in Ciad; ma prima trascorrerà qualche settimana in Congo, nella sua famiglia e nella sua comunità. Ci ha raccontato la sua esperienza missionaria e la sua storia.

Dal Congo al Ciad: in Africa un missionario africano

Non mi è stato facile imparare la lingua. Ricordo che in una lettera al mio padre spirituale dicevo: "Da piccolo deridevo i missionari perché facevano fatica a imparare la mia lingua materna . Ora tocca a me faticare allo stesso modo: non è facile , da adulto , imparare una nuova lingua!".

Anche l'adattamento al clima non è stato così semplice. Io sono nato in montagna, a 1.700 metri di altitudine, dove la temperatura non supera mai i 25 gradi. Nel Ciad, invece, fa molto caldo! In alcuni periodo dell’anno si raggiungono i 45 gradi all’ombra, che di notte poi scendono a 35 gradi. Forse è proprio per questo che in Ciad la cosa che ho più apprezzato è stata l’acqua. Il dono più bello che questa popolazione possa offrire a un ospite è "un bicchiere d'acqua fresca!".

La gente usa la stessa parola per indicare la freschezza e la pace. Vivendo in Ciad, sono riuscito a capire meglio il significato di alcune frasi del vangelo, come quella in cui Gesù dice: "Chiunque darà un bicchiere d'acqua a uno dei miei discepoli non rimarrà senza ricompensa". In Italia, dove l'acqua potabile è presente dappertutto, forse non se ne apprezza abbastanza il valore! Ricordo che  in Ciad per trovare un po' d'acqua avevamo scavato, con strumenti rudimentali, un pozzo di 60 metri. Dopo tanta fatica e tanta spesa non ne aveva mo trovato neppure un goccio!

Come si svolge l'attività missionaria in Ciad?

Un modo molto originale ed efficace per annunciare la parola di Cristo è la narrazione, il racconto. In una nazione come il Ciad, in cui la maggior parte delle persone non sa né leggere né scrivere, si fa uso della loro memoria. La gente ascolta la Parola di Dio , che viene spiegata, e poi la impara a memoria.

In Ciad, la preparazione al battesimo dura circa cinque anni: un buon periodo per apprendere tanti brani della Parola di Dio. Dove lavoravo, tra i catechisti e le catechiste c'erano due donne completamente cieche che erano validissime nella catechesi perché avevano imparato a memoria tantissimi brani della Sacra Scrittura. Erano molto brave nelle loro spiegazioni e nel dare esempi concreti.

Cinque anni di preparazione al battesimo?

Sì, cinque anni. Nei primi due anni di catecumenato si impara il vangelo di Luca; nel terzo anno si apprendono vari testi dell' Antico Testamento; nel quarto anno i brani più importanti degli altri vangeli; negli ultimi sei mesi che precedono il battesimo ci si dedica a memorizzare tutto ciò che riguarda i sacramenti .

Dopo il Battesimo, in preparazione alla cresima, ci si impegna ad imparare gli Atti degli Apostoli. Questi è il libro che racconta la storia dell'evangelizzazione del mondo. Il suo vero protagonista è lo Spirito Santo . Questo metodo mi piace molto, perché così i catecumeni imparano a conoscere Gesù direttamente attraverso la sua Parola.

Le altre parole sono importanti , ma non sono uguali alla parola di Dio . È attraverso il vangelo che si conosce e si crede in Gesù. Il lavoro missionario si svolge, dunque , presentando la Parola di Cristo e testimoniando il suo amore con le numerose opere dell'assistenza caritativa, della catechesi, dell'alfabetizzazione e della comunione fraterna.

Mia madre ha pregato tanto

Mia madre non ha avuto figli nei sei anni successivi al suo matrimonio. Per questo , tutti i parenti di mio padre avrebbero voluto che la ripudiasse e sposasse un'altra donna che potesse avere dei bambini. Ma mio padre non volle ascoltarli ed è rimasto accanto a lei. Lei ha pregato tanto il Signore perché le concedesse un figlio, che finalmente è arrivato. Dopo sei anni di matrimonio!

In Congo, però, per dare prova della sua fecondità, una donna deve dare alla luce almeno tre figli! Un proverbio, infatti, dice che "generare soltanto un figlio è come essere sterile: se muore , si rimane senza figli".

Mia madre ha superato anche la prova della fecondità, perché io sono il terzogenito. Quando sono nato, per riconoscenza verso il Signore, mi ha voluto chiamare Deogratias, cioè "grazie a Dio"! Poi, con l'aiuto di Dio, è riuscita ad avere nove figli!

Una ricompensa per il Signore

Io ho saputo questa mia storia solo il giorno della mia ordinazione sacerdotale. Durante la festa, mia madre prese la parola e raccontò. Dopo aver ricevuto la grazia di nove figli, mamma ha continuato a pregare Dio perché scegliesse tra loro qualcuno che si consacrasse interamente al suo servizio . .. Con la mia ordinazione sacerdotale, ha visto ascoltata la sua preghiera. Ma non si fermò, chiese anche che almeno una delle figlie si consacrasse a Lui.

Anche questa sua preghiera è stata ascoltata, perché una mia sorella è diventata suora in un istituto religioso del Congo. La preghiera dei genitori per i figli è importante e può essere all' origine di una vocazione. Forse la crisi delle vocazioni nasce dalla crisi di fede dei genitori. È nella famiglia che nasce e cresce una vocazione, cominciando da quella alla vita cristiana.

Perché sono diventato missionario saveriano

I saveriani hanno lavorato nella mia zona per parecchi anni. Li ho ammirati nel loro modo di lavorare, nei loro "safari", quei lunghi viaggi a piedi, per varie ' settimane, nella foresta equatoriale . Passavano di villaggio in villaggio e si accontentavano di quello che la gente poteva dare loro per l'alloggio e per il cibo.

Si occupavano con tanto amore della catechesi, della visita ai malati, dell'assistenza e di tutte le opere della carità cristiana. Li ho sempre ammirati vedendoli agire, spontaneamente mi è nato nel cuore il desiderio di diventare come loro.

Sono stato accolto nella loro comunità, sono diventato sacerdote e poi sono partito come missionario per il Ciad, una nazione a maggioranza musulmana che confina con la Libia.



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