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Grazie al noto e stimato mons. Carlo Pedretti, grande amico dei missionari, sappiamo le vicende legate al quadro che dal 28 giugno 2015 è venerato nel duomo di Cremona. I saveriani, e in particolare il compianto p. Angelo Scaglia, l’avevano ricevuto in dono dalle sorelle Nolli, che abitavano nella casa contigua all’istituto Saveriano di via Bonomelli. Sono loro a raccontare le singolari vicende della tela, negli ultimi cento anni. Riportiamo alcuni stralci dell’articolo di Pedretti, titolato “Una bella storia”.

Negli ultimi cento anni

“Le due signorine, frugando nelle memorie di famiglia, ricordano che il quadro proviene dalla nobile casa patrizia cremonese degli Araldi Erizzo e che fu venerato nella dimora dei signori Nolli, che per decenni furono agricoltori nella cascina Bugatti, presso Cremona.

I ricordi più cari e commossi sono legati a una grave malattia del genitore cav. Francesco Nolli. Ancora giovane e già carico del peso di sette figli, si era improvvisamente malato di una fulminante forma di polmonite. Il fatto risale a circa 90 anni fa: allora la medicina era quasi impotente di fronte a queste terribili affezioni.

Non restava che il ricorso alla preghiera e la fiducia illimitata nella misericordia di Dio.

Così fecero la povera moglie e i sette piccoli. Parve allora alla buona donna di vedere due lacrime spuntare sulle ciglia della Madonna di Caravaggio e, dopo qualche ora, si ebbe l’improvviso miglioramento del malato e la rapida guarigione.

Quarant’anni dopo, la virtù prodigiosa della sacra Immagine doveva ripetersi nella completa guarigione di una giovane nipote dello stesso Francesco Nolli, la quale, colpita da meningite - altra malattia allora inarrestabile - poté sorridere, ben presto risanata, a tutta la famiglia riconoscente a Nostra Signora di Caravaggio. Per questi miracolosi interventi e per una familiare fiducia in Maria, il quadro fu sempre tenuto in somma venerazione in casa Nolli.

Con il tempo la tela aveva perso molta della vivacità dei suoi colori, per cui si imponeva un’urgente opera di restauro, eseguito da un ottimo restauratore di Cremona, il prof. Acerbi, che ha saputo ridonare alla tela tutto il suo splendore…”.

La “bella storia” continua

L’iniziativa di fare dono della tela alla diocesi di Cremona è venuta da due saveriani cremonesi: p. Luigi Brioni e p. Sandro Parmiggiani. È un semplice gesto di riconoscenza verso la chiesa che ha accolto e ospitato i missionari saveriani per ben 83 anni.

Possiamo ora dire che la sacra Immagine della Madonna di Caravaggio, passando dalla famiglia Araldi Erizzo alla famiglia Nolli, e dai missionari saveriani al duomo di Cremona,

continui la sua “bella storia” di devozione e benedizione, nel popolo di Dio e nella chiesa missionaria.    



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