Un turista missionario
Prendo spunto da questa definizione che il saveriano p. Guido Paolucci mi ha dato quando gli ho raccontato i miei viaggi missionari e non solo. Mi ha proprio detto: “Sei un turista missionario”.
Arrivato a Jakarta, in Indonesia, ho ritrovato p. Suhud e p. Sandro che mi hanno salutato con affetto. Il giorno dopo, sono partito per Joyakarta, dove p. Robertus Kardi (Berto) è stato ordinato presbitero missionario. Appena arrivato, ho ritrovato vecchi amici e fatto nuove amicizie, tra studenti e saveriani. L’ordinazione di Berto si è svolta nel seminario diocesano per questioni di sicurezza, visto i recenti attentati alle chiese cattoliche. Così, a giugno 2018, per la prima volta, mi sono trovato ben 12 diaconi da fotografare. Aiuto! Sono tanti, ma sono stato “aiutato”, ho conosciuto il vescovo ed è stata una bella cerimonia. Anch’io, alla fine, mi sono messo in fila per salutare i 12 presbiteri novelli.
La celebrazione era in indonesiano, non ho capito niente ma una cosa la racconto. Uno dei 12 piangeva, ho guardato ed era l’unico senza la mamma. In quel momento ho lasciato la macchina fotografica e ho pregato anch’io per lei; poi nel momento dei saluti, quando ero da lui, gli ho detto che avevo pregato per sua mamma. Ci siamo scambiati un forte abbraccio e un terima kasih (grazie col cuore).
Berto, prima che arrivassero i suoi genitori, mi ha raccontato che sua mamma non voleva che io facessi questo viaggio, perché l’Indonesia è troppo lontana dall’Italia. Ma Berto gli ha spiegato che faccio questi viaggi da tanto tempo e dedico le mie vacanze anche a queste esperienze. Infatti, la sera stessa, i suoi genitori mi hanno abbracciato come se fossi un figlio che manca da tanto tempo.
Dopo l’ordinazione, siamo partiti per l’isola di Flores, dove abita la famiglia di Berto. Lì siamo stati accolti con i riti locali, la gallina, la birra e alcune stole, che ci hanno consegnato con i discorsi di benvenuto. Nel villaggio, Berto ha celebrato l’Eucarestia davanti a un migliaio di persone. Ho scattato molte foto, poi, alla fine, sono stato presentato anch’io. Ho raccontato che per me era il secondo viaggio in questi posti, ma anche il mio vagare da “turista missionario”.
Ho fatto due regali: ai genitori di Berto una tovaglia (perché la famiglia si riunisce attorno alla tavola) e un guanto da cucina; a Berto l’immancabile maglietta del Parma.
Nei giorni rimanenti, siamo andati a Wae Rebo, un villaggio patrimonio Unesco, dove è stata celebrata l’Eucarestia in dialogo con la gente del posto. Una giornata bellissima! L’ultimo giorno Berto ha visto le immagini con i bambini del villaggio e mi ha chiesto quando le avevo fatte. Mi ha detto: “Con i bambini ci sai fare!”. Ho risposto: “Il Bangladesh insegna; là ho adottato a distanza”. Poi, ho salutato i genitori con un forte abbraccio.
Ho portato a casa tanti ricordi e penso di aver lasciato qualcosa anch’io. Sono tornato in Italia nell’attesa del prossimo viaggio da… turista missionario.





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