Un matrimonio felice e fecondo
Abbiamo scelto domenica 28, nell’anniversario della morte di p. Pietro Uccelli (29 ottobre 1954), per celebrare il riconoscimento delle sue virtù da parte di papa Francesco. Abbiamo anche dato inizio alla commemorazione del centesimo anno della presenza dell’Istituto saveriano a Vicenza.
La giornata grigia e piovosa destava qualche perplessità sulla partecipazione degli invitati alla festa. Ma tra amici, parenti, ex allievi… il grande salone si è riempito. Il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino, ci ha stupito per la conoscenza della vita e dell’opera del nuovo venerabile. “Se la missione fa parte oggi dell’identità stessa della chiesa locale più che in altre diocesi, se nel mondo ci sono 699 missionari vicentini, lo dobbiamo soprattutto alla presenza centenaria e esemplare dei saveriani”.
La Celebrazione Eucaristica è stata preceduta da due incontri. P. Guglielmo Camera, postulatore, con calore e convinzione, ha portato esempi della vita spirituale eroica di fede e carità di p. Uccelli. P. Mario Mula, vicario generale, ha offerto una panoramica della presenza nel mondo dei saveriani.
La comunità di Vicenza, composta da 16 membri, era al completo. P. Carlos Tostado, con l’aiuto di p. Antonio Ugalde, ha ideato e allestito una mostra dei cento anni, seguendo le varie tappe di evoluzione e di crescita. Non sono mancati articoli sull’evento. Sono stati pubblicati nel settimanale diocesano “La voce” e sul mensile “Chiesa viva”. Alla fine, abbiamo condiviso un festoso banchetto conviviale.
Prima di partire, mons. Pizziol ha benedetto la salma di p. Giuseppe Rabito, ritornato al Padre venerdì 26 ottobre. Aveva 99 anni, 57 dei quali passati in Sierra Leone. E il futuro? Sarà bello, poiché le radici sono buone. Dobbiamo sognare con creatività e coraggio, guardando i bisogni della società. Papa Francesco, citando il profeta Gioele, dice: “Se noi anziani non sogniamo, i giovani non potranno vedere il futuro”.







